“Noi li facciamo ridere, ma sono loro i veri supereroi”

Un gruppo di amici, tanti costumi colorati e una missione: far ridere i bambini in ospedale. Compie un anno l'esperienza di "Cuorieroi"

Vedano Olona - Cuorieroi

Un gruppo di amici, tanti costumi colorati e una missione: far ridere i bambini in ospedale.

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Compie un anno l’esperienza di Cuorieroi per bambini eroi“, il sodalizio nato a Vedano Olona che oggi aggrega più di 30 persone. Uomini, donne e ragazzi che quasi ogni settimana smettono i panni di operaio, casalinga, pasticcere o studente per vestire quelli di principessa Aurora, Capitan America, Fiona o Cappellaio Matto e andare a trovare i bambini ricoverati in ospedale per portare loro un po’ di spensieratezza.

Il più piccolo si chiama Alessio e ha 8 anni, il più “vecchio” è Pie Dones, del 1966. In molti sono di Vedano ma ci sono persone che vengono da Malnate, dal Comasco, da Busto Arsizio. Li unisce la “mission” del gruppo, ma oggi anche un’amicizia sincera, fatta di emozioni condivise e del piacere di star bene facendo star bene gli altri.

“L’esperienza è nata nel marzo dell’anno scorso, ci siamo ispirati alla Nazionale Italiana dell’Amicizia, una onlus torinese  dove ho degli amici – racconta Antonino Galici, Capitan America – La prima volta eravamo in sette, in meno di un anno la cosa è dilagata e oggi siamo in 35″.

Jessica Ferrari è una mamma che l’esperienza dell’ospedale dei bambini l’ha vissuta da dentro: “Il mio bambino ha avuto una malattia rara e so quanto significa un sorriso in ospedale, per i bambini ma anche per gli adulti che vivono con loro un’esperienza così difficile”. Lei ha scelto i panni della principessa Aurora, la Bella Addormentata.

Poi c’è Cesco, Capitan Uncino, che è un musicista e ha scritto la sigla di Cuorieroi, che oggi i bambini cantano insieme ai loro personaggi preferiti: “I ragazzi sono meravigliosi, e tutti entusiasti di quello che fanno, ognuno dona ciò che può, ciascuno fa la propria parte e donare diventa la cosa più bella”.

Il nucleo dei giovani è fortissimo: ci sono i piccoli Alessio, 8 anni e Bea, che ne ha dieci e e poi su fino ai vent’anni. Mattia, 15 anni, è  stato cooptato come Principe Azzurro ma ora fa il Cappellaio matto: “Mi piace, doniamo sorrisi ma ne riceviamo tanti in cambio, e questo ci fa stare bene”, Tiziana Supergirl diciottenne è nel gruppo fin dall’inizio, insieme alla mamma: “Pensavo a un passatempo, poi mi sono appassionata e ho imparato anche a fare il truccabimbi, i palloncini, le bolle di sapone”.

Anche Davide che ha 16 anni e veste i panni di Robin è entrato quasi per caso “è già dalla prima volta ho capito che mi piaceva”, mentre Carola, vent’anni, è diventata Cenerentola anche perché dall’altra parte ci si è trovata: “Avevo cinque anni e so cosa vuol dire, sono cose che rimangono”.  In tutto sono dieci i ragazzi Cuorieroi e sono una vera forza per tutto il gruppo: “Cuorieroi è nata anche per coinvolgere i ragazzi, soprattutto gli adolescenti sul tema del dono”, dice Antonino Galici.

Ma anche i grandi, quanto a entusiasmo non scherzano. Pie Dones è appassionato di cosplayer, e quando non sforna torte e pasticcini diventa Batman, con tanto di Batmobile.  Simona fortuna ha iniziato a fare Minnie per distrarre le figlie di un’amica, oggi quando lavoro e famiglia le lasciano il tempo corre a recuperare orecchie e codino perché si diverte, sta bene con i Cuorieroi e fa del bene ai bambini.

Jenny è la moglie di Antonino e come moglie e mamma di altri due Cuorieroi è diventata Fata Turchina per condividere il triplo piacere di stare in famiglia, stare con gli amici e divertire i bambini.

Roberta/Fiona con la sua smagliante pelle verde è una delle colonne del gruppo e dice “Il trucco è che ci divertiamo tanto a stare insieme e poi ci sono questi ragazzi, che sono la cosa più bella”, e poi racconta di quando con i costumi e il trucco vanno a fare la spesa al supermercato e ridono tantissimo.

“E felicità e tristezza allo stesso tempo, perché in certi luoghi c’è tanto dolore, ma è un’esperienza profonda – dice Giorgio Pedeferri. Un pensiero che tocca dal vivo Mirko Della Pietra, che sta pensando di entrare nel gruppo e vive ogni giorno il confronto con la malattia che lo costringe su una sedia a rotelle.

“Noi ci travestiamo e cerchiamo di dare il massimo – concludono i Cuorieroi – abbiamo imparato a cantare, a ballare, c’è chi disegna i vestiti e chi li realizza, ma i veri supereroi sono i bambini che ogni giorno in ospedale lottano per la vita”.

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 03 febbraio 2017
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