Medici sentinelle per scoprire le mutazioni genetiche cancerogene

Un progetto dell'associazione Caos, cofinanziato dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto, mira a elevare l'informazione sui test genetici che provocano i tumori mammari e ovarici

Trentacinque mila euro per informare e formare i medici di medicina generale sull’importanza dei test genetici. È il progetto dell’associazione Caos, finanziato al 50% dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto, per sensibilizzare tutti i medici “sentinelle del territorio” sull’incidenza dei tumori al seno e all’ovaio provocato da mutazioni genetiche e, in quanto tali, trasmissibili all’interno della famiglia.

« È un’innovazione recente, di una decina d’anni – ha spiegato il professor Fausto Sessa direttore di Anatomia e Istologia patologica dell’ASST Sette Laghi – si tratta di test che permettono di individuare una famigliarità e, quindi, un alto rischio di contrarre il tumore mammario o ovarico. Il problema è che solo un’attenta valutazione permette di capire chi è effettivamente a rischio. Attualmente ci sono molte richieste non sempre motivate e ciò crea anche molta ansia».

L’intento dell’associazione Caos, quindi, è quello di sostenere un servizio di formazione coinvolgendo i medici di base che sapranno fornire le principali risposte agli interrogativi dei pazienti: « Oggi sappiamo che stiamo andando sempre più verso una medicina personalizzata – ha commentato il direttore dell’ASST Sette Laghi Callisto Bravi – ci sono test genetici che danno risultati noti ma sappiamo che ci sono ancora molte risposte che vanno trovate in questo campo. La ricerca sta procedendo e noi, grazie alla presenza di un centro senologico di alto valore, il primo in Lombardia tra gli ospedali pubblici per numero di casi trattati, siamo sensibili a questo ambito. In un momento di ristrettezza di risorse, però, dobbiamo valutare bene costi e benefici per nuovi test genici, dove sappiamo che pur nn essendoci ancora farmaci, risposte potrebbero arrivare un domani. Occorre capire in quale direzione muoverci».

Dal 2008 a oggi, il percorso diagnostico di consulenza genetica all’ospedale di Varese ha permesso di individuare 300 donne con mutazione carcinoma ovaio e seno: « Il nostro centro di senologia – ha raccontato la professoressa Francesca Rovera, responsabile della senologia varesina – accoglie queste pazienti offrendo loro un ventaglio di opzioni per rendere la paziente più tranquilla nell’affrontare il percorsi che può essere solo di osservanza con controlli ravvicinati sino all’asportazione chirurgica preventiva dell’organo dove potrebbe insorgere il tumore».

Il progetto prevede l’apertura di uno sportello a disposizione dei medici di medicina generale che vorranno approfondire queste tipologie di assistenza personalizzata.

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Pubblicato il 06 aprile 2017
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