Filippo Gesualdi: “Una Ferno con più servizi, dove vivere bene”

L'intervista al candidato di Progetto Ferno, che è anche vicesindaco uscente

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Nel segno della continuità con il lavoro fatto negli anni scorsi. Filippo Gesualdi è il candidato di Progetto Ferno. Politicamente, è un esponente di Fratelli d’Italia, ma ha scelto di guidare una lista più allargata, d’impronta civica, alternativa al centrodestra ufficiale che sostiene l’ex assessore Elena Piantanida. Con lui ci sono anche l’ex sindaco Mauro Cerutti e altri esponenti dell’amministrazione comunale uscente.

Originario di Gallicchio, in Lucania, abita a Ferno «dall’età di sette anni». Lavora alla Polizia di Frontiera a Malpensa dal 1992, dopo alcuni anni da militare nella Folgore. Curiosità, a cui tiene molto: è stato socio fondatore (e attuale presidente) dello Juventus Club Malpensa.

Quali sono i punti forti del suo programma?
«La persona al centro e la qualità della vita, un fil rouge che attraversa tutto il programma. Nel sociale c’è il punto fermo di aiutare la persona in tutte le fasce di età e tipologia di popolazione».

È una parola d’ordine che si sente spesso. Come lo farete?
«Fino ad oggi abbiamo ottenuto buoni risultati, seguiremo questa traccia anche nei prossimi anni. Vogliamo potenziare i tavoli con tutte le realtà fernesi, dalla scuola alla parrocchia, alle associazioni. La cura della persona comunque passa anche da altri aspetti, come la sicurezza, un argomento molto sentito: abbiamo già iniziato un programma di prevenzione con telecamere, vogliamo estenderle non solo il centro ma anche nelle periferie. Se il bilancio ci consentirà vogliamo attivare anche il vigile di quartiere» (Ferno condivide la Polizia Locale con Lonate Pozzolo: 19 agenti disponibili, ndr).

«Poi c’è la cultura, un momento importante per la crescita del cittadino: la nostra idea è di realizzare una nuova biblioteca, che diventi punto d’incontro e di confronto».

Dove la fareste?
«Di fianco al Comune c’è uno spazio idoneo, vogliamo realizzare uno spazio su due livelli, che garantisca un ingresso autonomo che oggi non c’è (oggi la biblioteca fa parte del complesso del Comune, ndr). Mi sono sempre proposto questo obbiettivo, speriamo di poterlo realizzare».

E come farete a trovare le risorse per questo intervento?
«Non le troveremo direttamente nel bilancio comunale, ma grazie ad un accordo di partnerariato pubblico/privato, come già intrapreso con il progetto di rinnovamento della illuminazione pubblica (con Samarate e Lonate, ndr), con successivo pagamento di canone».

La biblioteca sarebbe un investimento significativo, senza dubbio. Che altre opere pubbliche significative prevedereste?
«La nostra intenzione è di concludere le asfaltature del paese, ricorrendo anche ai fondi dalle multe di Malpensa, secondo quanto previsto dalla legge che impone di usare una percentuale delle sanzioni per garantire la sicurezza stradale».

La Polizia Locale oggi è una delle funzioni affidate all’Unione con Lonate. Come ci si deve muovere su questo versante? Ampliare o ridurre la funzione dell’Unione?
«Oggi l’Unione ha quattro servizi: la polizia locale, l’informalavoro, il personale, il Ced. Si può proseguire su questa strada».

Negli ultimi anni c’è stata una lunga battaglia per recuperare la “tassa aeroportuale”. Se arrivassero gli arretrati, come li usereste?
«Va detto che negli anni è sempre stato un problema: i soldi arrivano a fine anno, diventa sempre impossibile spenderli e finiscono in avanzo, sarebbe importante averli prima per poterli inserire nel bilancio. Se si potessero mettere a bilancio… rimetterei Ferno a nuovo. Anche perchè sono convinto che Ferno – con la ferrovia verso Milano e i servizi dell’aeroporto – può diventare (e in parte è già oggi) una vera cittadina, dove vivere bene e con servizi per tutti».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 05 giugno 2017
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