“Mettiamoci la faccia” in mostra a Villa Baragiola

Lo spazio espositivo ospita il progetto nato dalle riflessioni derivanti dal lavoro di anni dell'associazione Anolf Varese onlus

Arte - Mostre

Villa Baragiola ospita da domenica 9 luglio una mostra dedicata al progetto “Mettiamoci la Faccia – Guardami questa è la mia storia” che nasce da alcune riflessioni derivanti dal lavoro di anni dell’associazione Anolf Varese onlus, e realizzato grazie al contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto.

La discriminazione su base etnico-razziale infatti, in Italia viene rilevata in crescente aumento nell’ultima relazione annuale (su dati 2014) dell’Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali (UNAR) della Presidenza del Consiglio – Dipartimento Pari Opportunità, risultando così essere la componente centrale delle segnalazioni di discriminazione.

A rendere più drammatica la situazione è l’indicazione di un livello relativamente alto dell’aggravante della molestia, aspetto che evidenzia come la xenofobia possa avere un risvolto violento fino a sfociare nell’aggressione fisica. In questo quadro generale, le discriminazioni subite dai minori stranieri sono un fenomeno ricorrente e numericamente consistente. Atti individuali o di gruppo, le discriminazioni sono causate da stereotipi e pregiudizi che si rafforzano dal più generale senso di difficoltà della crescita personale, che si caratterizza spesso per atteggiamenti di intolleranza, paura dell’ignoto, del diverso e del cambiamento. Il bullismo xenofobo avviene soprattutto nei contesti d aggregazione giovanile, e dunque nelle scuole, nei luoghi ricreativi e sportivi; anche se è sempre più incidente la crescita del cyber-bullismo o degli hate speech on-line ovvero delle offese e dei messaggi a contenuto discriminatorio veicolati nei nuovi media ed i social network.

Le notizie di attentati terroristici o di arresti di persone legate alla jihad anche sul nostro territorio, non facilita l’integrazione di chi per un motivo o per l’altro viene considerato ‘diverso’. Il sospetto, la paura e i pregiudizi nei confronti degli altri nascono e crescono soprattutto per la mancanza di conoscenza diretta delle persone, per la mancanza di condivisione di tempo, di spazi e di attività.

Il presente progetto ha previsto quindi attività di sensibilizzazione rivolta soprattutto ai giovani, al fine di contribuire a creare un clima positivo e di fiducia favorendo la comprensione reciproca e l’accettazione delle diversità come fattore arricchente della società.

Le opere esposte sono il risultato di un ‘laboratorio fotografico’ in cui giovani fotografi non professionisti si sono cimentati, autogestendosi, nel ritrarre volti di cittadini di Varese e provincia provenienti da ogni paese del mondo. Le foto sono state fatte sul luogo di lavoro, di studio, a casa dei soggetti o in giro per la città e durante gli shooting fotografici si è raccolta la storia personale di ciascuno di loro. Questo al fine di contrastare stereotipi, pregiudizi ed etichette connessi all’immagine dello straniero, per diffondere un approccio alla conoscenza degli altri basato sull’interesse per l’unicità della persona piuttosto che sulla cultura di appartenenza, per dimostrare la bellezza e la normalità della Varese multiculturale.

Tutte le foto e le storie sono visibili sul sito.

La mostra, visitabile a Villa Baragiola da domenica 9 luglio 2017 – aperitivo di inaugurazione alle ore 16.30 – fino a sabato 15 luglio, avrà un’anteprima sotto il portico di Palazzo Estense nei giorni 6 – 7 -8 luglio 2017.

La mostra sarà a disposizione di qualsiasi ente la richieda, sperando di poter essere ospitata dal maggior numero di scuole o comuni possibili al fine di poter essere visibile da un vasto pubblico giovanile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 luglio 2017
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