Pompeo: “Una volta per vedere un film servivano quintali di pellicola”

La storia di uno storico proiezionista del cinema Silvio Pellico di Saronno

DigitaLife

«Da questa scala salivamo con quintali di pellicole, per otto rampe. Oggi saliamo in sala proiezione con un hard disk». Nonostante non esista più la fatica di una volta, c’è una certa nostalgia nel racconto di Pompeo Russo, proiezionista del cinema Silvio Pellico di Saronno, oggi in pensione e che da una vita si occupa di proiettare film in diverse sale della zona. L’incontro al cinema saronnese, che ha compiuto il secolo di attività lo scorso anno e che ha una nuova vita grazie al digitale.

IL VIDEO DI POMPEO PER DIGITALIFE

Si racconta mentre saliamo per la stretta scalinata in cemento: «Finivo di lavorare poi la sera venivo qui al Pellico a fare le proiezioni, per passione, niente di più. Io come tanti altri – spiega -. Da qualche anno abbiamo avviato la proiezione in digitale, non portiamo più in questa stanza le pellicole. Ma non smontiamo le vecchie macchine di proiezione, sarebbe più costoso che il loro valore». 

Entrare nella sala proiezione, infatti, è come un mix tra passato, presente e futuro. Di fianco a due grossi proiettori a pellicola, schiacciati tra una foto di Cary Grant e una di Marilyn Monroe, si trova il modesto proiettore digitale. Pompeo Russo fa vedere come funzionava il montaggio con la pellicola: «Dovevo prendere la grande pizza, montarla, farla passare davanti alla lampada e preparala bene perché non succedessero inconvenienti. Intanto dovevo preparare anche l’altro proiettore per il secondo tempo. Inoltre, si doveva stare molto attenti che tutto andasse per il meglio. E così è già un lusso: una volta, al posto delle lampade a incandescenza per la proiezione c’era il sistema a carboncino che doveva essere costantemente attivato. Vi ricordate quando all’improvviso al cinema si illuminava lo schermo?».

E con il digitale?  «Questo è il film oggi». Lo infila in una sorta di videoregistratore e ci guarda: «Fatto, non c’è altro. Prima ci voleva un patentino per fare il proiezionista, anche per imparare ad aggiustare le pellicole, conoscere le macchine. Oggi è un lavoro che può fare chiunque».


 

DIGITALIFE E’ UN PROGETTO ANCHE TUO

È una grande ambizione raccontare il cambiamento con un film. Lo è ancor di più pensare di farlo in modo collettivo, corale, partecipato. DigitaLife sarà infatti un collage di storie che ci racconterete e che ci potrete fare avere con brevi video. Il nostro lavoro è organizzare tutto questo, raccontarlo e poi costruire l’opera grazie alla regia di Francesco Raganato.

Il digitale ha cambiato le nostre vite in profondità. Coglietene attimi, momenti, esperienze. Pensate a ciò che vi piace, vi preoccupa, vi entusiasma, vi spaventa. Anche le piccole cose quotidiane e non per forza i grandi progetti. Ognuno di noi vive, vede, ascolta storie che hanno a che fare con il digitale.

Raccontatelo. È un’azione importante per tutti noi e ci aiuterà a conoscere di più e a riflettere su cosa è successo, succede e succederà.

INVIA IL TUO VIDEO

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 luglio 2017
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