Scuole di specializzazione medica: “bocciati” otto corsi dell’Insubria

I nuovi criteri di valutazione introdotti dal Ministero hanno dato parere negativo a 135 scuole su 1433 totali. L'Insubria aveva fatto domanda per una quarantina di corsi

test medicina insubria 2010 seconda apertura

Sono 135 le scuole di specializzazione che non hanno superato il test di qualità.
La nuova procedura di accreditamento, messa a punto dal Ministero dell’Università per svecchiare il sistema di accesso alle scuole di specialità di medicina vecchio di oltre 10 anni, ha riservato alcune sorprese. Non tutte le 1433 scuole vagliate vantano i requisiti richiesti, più rigorosi su richiesta dello stesso mondo ospedaliero.

Tra le “bocciate” ce ne sono anche otto dell’Università dell’Insubria. In particolare non hanno ottenuto il benestare dellOsservatorio nazionale della formazione medica specialistica, la costola tecnica creata dai due ministeri, le scuole di oncologia medica, psichiatria, pediatria, farmacologia e tossicologia clinica, genetica medica, igiene e medicina preventiva, medicina fisica e riabilitativa, patologia clinica e biochimica clinica.

« Il risultato, pur in attesa di conferma da parte del Ministero della Salute, ci lascia comunque soddisfatti» A parlare è il professor Giulio Carcano, preside del corso di Medicina e Chirurgia dell’Università dell’Insubria: « Il Ministero ha deciso, con decreto del luglio scorso, di rivedere i criteri di accreditamento. Alla fine del mese scorso, abbiamo dovuto presentare dati, casistiche, produzioni scientifiche e una serie complessa di indicazioni. Come ateneo, abbiamo fatto domanda per una quarantina di scuole: quindi, se otto non sono risultate idonee, dobbiamo pensare che le altre abbiano superato il test».

Il sistema nuovissimo è stato tarato su livelli e standard europei che rendono i processi formativi molto più in linea, moderni e tecnologicamente aggiornati : « Il Ministero ha lavorato con qualità e nel rispetto della tempistica annunciata. Non possiamo che essere soddisfatti di quanto fatto fino a oggi anche perché va nel segno di un miglioramento oggettivo del sistema di formazione. Per il nostro ateneo è sicuramente di alto valore ottenere scuole di specialità costruite in modo da attivare convenzioni migliorative. Già ora stiamo stringendo rapporti stretti con l’Asst lariana che avrà nell’ospedale Sant’Anna il secondo importante polo formativo».

Tra le domande “bocciate” ci sono scuole che non avevano specialisti ma che hanno una storia clinica adeguata per avviare una nuova offerta: è il caso dell’oncologia medica o della medicina fisica e riabilitativa. D’altra parte, però, l’Insubria incassa la potenziale bocciatura della pediatria: « È un giudizio che ci ha colto di sorpresa – commenta il preside – Il parere, però, poggia su una griglia complessa e articolata di elementi dove, per esempio, le convenzioni con la pediatria del territorio avevano un valore importante. Ora abbiamo due anni per adeguarci e costruire un modello formativo a rete che risponda allo standard richiesto. Abbiamo anche pubblicato il bando per un professore associato che andrà a implementare la squadra di formatori».

Non rimane che attendere, dunque, il futuro delle scuole di specialità: « Confidiamo che il Ministero ci dia riposte in tempi utili per poter indire i concorsi attesi dai nuovi laureati. Sono però soddisfatto del lavoro che il nostro ateneo ha fatto fino a oggi. Oltre a corsi autonomi, abbiamo stretto convenzioni con altri atenei, Milano Bicocca e Statale, per unire le forze e offrire una formazione a rete, così da formare nuove generazioni di medici in linea con gli standard richiesti dall’Europa».

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Pubblicato il 21 agosto 2017
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