“Cari rasini siate liberi di sognare”, il saluto del direttore al Corpo musicale della Rasa

Ospitiamo e pubblichiamo la lettera aperta di Davide Sgobbi, direttore (ex ormai) del Corpo Musicale “Libertà” della Rasa di Varese

davide sgobbi

Ospitiamo e pubblichiamo la lettera aperta di Davide Sgobbi, direttore (ex ormai) del Corpo Musicale “Libertà” della Rasa di Varese. Si tratta di una lettera aperta ai Rasini e al Corpo Musicale che Sgobbi ha scritto per ufficializzare la fine del suo incarico alla direzione del Corpo Musicale.

Ecco il testo completo:

Cari Rasini,
ricordo ancora quando da bambino vidi per la prima volta un direttore di banda. Si chiamava Massimo Meurat e dirigeva la Filarmonica Giuseppe Verdi di Biandronno dove mia sorella muoveva i primi passi in questo meraviglioso mondo che è la musica. Questa figura imponente e seria a cui tutti offrivano reverenza per l’importanza del ruolo che aveva, per la sua cultura e per la sua capacità di unire. Ricordo che ne rimasi profondamente affascinato, e desideroso di scoprire il ruolo che una figura come quella potesse avere per la musica. Da allora sono sempre stato curioso sulla figura del “Maestro”, un uomo che con il suo sapere può raggiungere la mente e il cuore di chi fa musica con lui e riesce a trasmettere quella sensazione di pienezza e amore che solo la Musica può donare a chi ascolta.

Nell’assistere alla mia prima opera lirica all’Arena di Verona (La Traviata di Giuseppe Verdi) mi promisi che un giorno anche io sarei riuscito a toccare i cuori di musicisti e pubblico. Il mio percorso e la mia vita mi hanno portato a diventare anche il vostro Maestro, e nonostante giurai a me stesso che sarei rimasto anni e anni alla vostra guida oggi mi ritrovo davanti alla triste realtà di aver dovuto scegliere un’altra strada. Alla fine su quello che sarà la nostra vita non si può giurare… Una scelta molto difficile e sofferta credetemi, che non è stata presa a cuor leggero. Ho accettato l’incarico di direttore presso il Corpo Musicale Legnanese, una città importante e una banda storica con la prospettiva e la voglia di grandi cose. Lo stesso giorno di prova per entrambe e la triste scelta, mia e vostra. Non c’è e non ci sarà mai colpa né da parte mia né da parte vostra, forse solo una grande malinconia.

La Rasa mi ha accolto a braccia aperte e con lo spirito puro e cristallino tipico delle storiche bande dei nostri territori. Vi ho pensato e considerato come una seconda famiglia, e questo non cambierà. Avete la fortuna di abitare in un rione che è rimasto nel tempo un piccolo diamante, e di suonare nel sogno di chi 110 anni fa fondò la vostra banda. Avete una grossa responsabilità sociale e culturale. Fatele onore. Avete la responsabilità di far vivere quel sogno e gelosamente farlo crescere. Non dimenticatelo mai.
Ho trovato amici tra le fila della vostra banda come tra le strade del vostro rione e voglio ringraziare pubblicamente ogni persona conosciuta e che ci ha seguito nei nostri concerti. Grazie di ogni arrabbiatura, grazie di ogni risata e grazie anche per ogni lacrima. Grazie a chi ha sognato con me, e grazie a ogni ragazzo e ragazza a cui sono riuscito a trasmettere un po’ dei miei sogni e del mio amore per quest’arte immortale e unica.
Siate sempre liberi di sognare, in quella “Libertà” che è anche nel vostro nome.
Suonate, studiate e amate ogni nota, ogni attimo e ogni sorriso tra di voi.
Arrivederci,

Davide Sgobbi

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 settembre 2017
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