«Parcheggi, la destra si mette in posa ma resta senza contenuti»

Il capogruppo del Pd in consiglio comunale Luca Conte interviene dopo le critiche al piano so sta da parte delle opposizioni

Strisce blu e parcheggi per i pendolari

“Uniti e compatti per dire no. A seguire solo una grande confusione sul da farsi”.

Comincia così il comunicato stampa firmato dal Capogruppo PD al Comune di Varese Luca Conte, che si riferisce alla “foto di gruppo” della destra varesina nei giardini di palazzo estense per dire “no” al piano parcheggi.

Ma, nel punto di vista del capogruppo Conte, la rivoluzione della sosta è il pretesto per portare una critica politica ad ognuna delle componenti di quell’istantanea.

«Dopo aver assistito ad anni di scaramucce interne, scontri e divisioni di potere, dopo una campagna elettorale ricca di distinguo fra liste diverse e candidati sindaci presentati come apparentemente alternativi fra loro, dopo infine una resa dei conti in cui ognuno ha per mesi scaricato sugli alleati le responsabilità di una cocente sconfitta, arrivando ad accusarne il candidato sindaco almeno teoricamente sostenuto sino a poco prima, sabato abbiamo avuto modo di vedere una inedita fotografia di famiglia», scrive Conte (nella foto sotto).

LA FAMIGLIA ALLARGATA – «Una famiglia allargata, anzi molto allargata, composta da un ampio fronte che dal centro cristiano giunge sino alla destra nazionale, passando per un liberale centrodestra ed un civismo che si è sempre presentato come estraneo ai partiti con cui oggi va “a braccietto”. Ormai a margine, infine, una Lega sempre più subalterna ed in crisi di identità, altalenante fra un arrogante lepenismo salviniano, lo scolorito ruolo di comitato elettorale maroniano ed il fulgido ricordo di un indipendentismo bossiano oggi in odore di eresia».

centrodestra varese

«Cosa unisce un fronte tanto ampio ed eterogeneo? Una proposta politica o una visione di città?», si chiede l’esponente Pd.

«Non proprio. Piuttosto il solo desiderio di manifestare la contrarietà a priori al piano della mobilità, così come ad ogni azione intrapresa da questa maggioranza ed il desiderio di cancellarne tutte le scelte una ad una. Sul metodo, invece, sembra ci sia ancora molto da lavorare visto che le posizioni ed i progetti per il futuro appaiono ancora contraddittori.
Ciò che viene preso di mira sono i provvedimenti coraggiosi che hanno dato una scossa alla città, la quale ora discute e si confronta su prospettive di cambiamento e miglioramento, su azioni volte ad affrontare i problemi anziché vivacchiare di ordinaria amministrazione.
Questo coraggio, molto apprezzato in città, non sembra invece raccolto dalle opposizioni che si limitano a bocciare senza se e senza ma ogni proposta».

CONTENUTI – «Si tratta, a mio modesto avviso, di un atteggiamento sterile e privo di contenuti. Un approccio deprimente ma forse comprensibile per i partiti che hanno governato la città per tanti anni all’insegna di un rassicurante e timido immobilismo e che oggi si trovano sorpresi e spiazzati da una maggioranza che preferisce agire anziché semplicemente durare, ma profondamente contraddittorio per chi fa del proprio civismo un segno distintivo nei confronti della “vecchia partitocrazia”, mancando tuttavia del coraggio per portare i principi spesi a parole a concrete realizzazioni.
Mi chiedo infatti quale atteggiamento abbia distinto in questi mesi la lista Orrigoni dai colleghi di minoranza, quali proposte li abbia caratterizzati come differenti da Lega e Forza Italia, quale atto di coraggio li abbia portati ad assumere scelte alternative ai partiti di centrodestra cui si sono invece sempre uniformati».

LA COMPONENTE APOLITICA – «Io sono profondamente convinto che all’interno della minoranza consigliare ci sia spazio per una componente apolitica, che possa valutare il merito degli atti e decidere in tutta coscienza quali posizione assumere, portando un utile punto di vista terzo. Questa convinzione mi era parsa inizialmente condivisa da chi questo ruolo si era detto pronto ad interpretare nel solo interesse della città.
In un anno di amministrazione, tuttavia, al di là dei buoni propositi, non abbiamo colto reali distinguo, non abbiamo rilevato atteggiamenti costruttivi e “fuori dagli schemi”, non abbiamo notato inattesi e convinti voti favorevoli, né la foto di famiglia di sabato sembra promettere nulla di diverso per i prossimi mesi».

NOI VARESINI – «Un ultimo rammarico – concludeLuca Conte infine mi sorge riflettendo sul momento scelto per la conferenza stampa che ha serrato le fila del NO.
La città si trova alla vigilia di un evento grandioso, un Festival che animerà Varese e i suoi quartieri. Un evento che porterà fra noi nomi noti a livello internazionale e con essi idee, riflessioni ed un respiro culturale che dalla città mancava da decenni. Questo sarebbe il momento di lavorare tutti nella stessa direzione, lasciando al futuro le critiche e le accuse. Spiace che tale occasione sembri invece sfuggire a chi preferisce guardare alle polemiche contingenti perdendo l’occasione di contribuire al rilancio di una città che non è né di centrodestra né di centrosinistra, ma più semplicemente di tutti noi varesini».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 settembre 2017
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  1. Scritto da Felice

    Varese ha una mentalità provinciale e molto gretta. Qualsiasi tentativo di cambiamento verrà sempre osteggiato con pochissime proposte alternative.
    A dire che basterebbe veramente poco per cambiare in meglio, tipo copiare dalla grande Milano.

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