Un anno e mezzo di opposizione, il Pd racconta il suo “governo ombra”

In 18 mesi i democratici hanno protocollato 35 interrogazioni, 15 mozioni e una delibera. Il segretario Artusa: «Il mix tra esperti e giovani ha permesso di incalzare la giunta Antonelli»

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In un anno e mezzo di opposizione hanno prodotto 35 interrogazioni, 15 mozioni e una delibera (che è stata anche approvata). I consiglieri del Pd si ritengono soddisfatti del lavoro fatto dall’insediamento di questo consiglio comunale nel giugno del 2016 e in una conferenza stampa hanno presentato il bilancio di quanto fatto.

Rispetto a qualche anno fa molto è cambiato nella sezione bustocca del partito e, accanto agli esperti Valerio Mariani e Cinzia Berutti, risaltano le giovani facce di Massimo Brugnone, Valentina Verga e del nuovo segretario Maurizio Artusa.

E propio il segretario cittadino Maurizio Artusa ha commentato così questo percorso di rinnovamento: «Da questi numeri i cittadini di Busto possono vedere la nostra serietà. Non siamo riusciti a vincere le elezioni ma stiamo incalzando la maggioranza e la giunta in continuazione con un lavoro che non si ferma mai. I consiglieri stanno dimostrando competenza, serietà, educazione e rispetto, caratteristiche che vorremmo trovare anche nella controparte che, invece, spesso ha atteggiamenti poco consoni al dibattito politico e democratico.

Valerio Mariani, che ricopre anche la carica di presidente del Consiglio Comunale, traccia lo stile portato avanti nelle battaglie: «Il Pd non da oggi puó dire che le proprie azioni non sono di critica fine a se stessa ma propositive per migliorare. Sollecitiamo e integriamo cose che non vengono fatte o fatte solo in parte. Chiediamo alla maggioranza confronto e rispetto, forse qualcuno deve prendere lezioni di democrazia».

Mariani “avverte” il sindaco e la maggioranza sottolineando come certi atteggiamenti della giunta, su temi in cui Busto dovrebbe guidare un’intera area, «rischiano di far perdere alla città il ruolo di capofila».

Infine non perde l’occasione di punzecchiare l’assessore all’Urbanistica sulla questione della variante al Pgt e dell’area delle Nord: «Il silenzio sulla variante ci spaventa. Dopo 25 anni di amministrazioni dello stesso colore politico ancora non si è capito cosa si debba fare di quell’area. L’assessore ne parla da 6 mesi ma non abbiamo ancora capito che cosa vogliono fare. Abbiamo chiesto di riprendere i disegni del 2005 e di coinvolgere tutta la città nel dibattito e non solo i diretti interessati».

Il presidente del consiglio per una volta si toglie l’abito dell’imparzialità a cui lo costringe il ruolo e ricorda le questioni aperte sulle società partecipate: «Nel prossimo consiglio comunale andremo a chiudere Agesp attività strumentali, una realtà creata dal centrodestra che prima fa e poi disfa Su Prealpi Gas abbiamo sostenuto in maniera critica la proposta del centrodestra. Siamo a scadenza per l’assegnazione della gara sulla distribuzione del gas e la stazione appaltante di Busto non si muove tenendo in scacco anche gli altri 43 comuni che aspettano. Su Accam la confusione è massima e la trasparenza non esiste: che ci dicano chiaramente che si sta trovando un accordo per prolungare la vita inceneritore insieme alle amministrazioni di Legnano e Gallarate. Intanto hanno assegnato l’ennesima consulenza. Sul trasporto pubblico locale non c’è una strategia: subiamo le decisioni dell’agenzia perchè Busto non ci è voluta nemmeno entrare. Cosa vuole Busto dal tpl? Il sindaco è capace solo di scusarsi e fare retromarce. ma prima o poi anche la sua maggioranza si stuferà. Infine c’è il nuovo fronte del servizio idrico: materia fondamentale a livello ambientale. La nostra provincia ha pagato un prezzo alto per l’industrializzazione e adesso dobbiamo investire sui depuratori. Busto rischia di rimanere schiacciata con il sindaco che pensa a far cassa con le reti ma c’è una questione ambientale coi depuratori che è più delicata. Il mio consiglio è di fare attenzione ai tribunali».

Massimo Brugnone elenca  le proposte in ambito di smart city: «Abbiamo fatto tante proposte sin da subito dalla cart d’identità elettronica, al bike sharing a flusso libero, all’app per pagare i parcheggi, l’istituzione dei parcheggi rosa, la velostazione alle nord, realizzata ma sottoutilizzata perchè non pubblicizzata, l’illuminazione pubblica a led».

La consigliera Cinzia Berutti si è soffermata sul tema dell’ambiente: «Busto è indietro da questo punto di vista e ció abbassa il livello della qualità della vita, rendendola meno attrattiva. Aspettiamo risposte sulla sperimentazione della tariffa puntuale: non sappiamo come è andata a Sant’Edoardo. Non c’è una data per la rimozione totale dell’eternit per i privati mentre per la parte pubblica dicono che i 27 edifici che ancora hanno parti in amianto si concluderà entro il 2019. Intanto all’ex-Borri, dove ci sono migliaia di metri quadrati di eternit sbriciolato, si è deciso di aspettare a rimuoverlo nonostante la Coop abbia assicurato di poterlo fare subito. Poi ci sono i parchi pubblici in pessimo stato e senza un piano di rinnovamento e una totale mancanza di aree cani».

Valentina Verga ha elencato le proposte in ambito scolastico ed educativo: «Il tema scuola è fondamentale per noi. Ricordiamo il nostro impegno sul progetto Pedibus, sul sostegno ai disabili, sull’edilizia scolastica chiedendo all’amministrazione di partecipare ai bandi per attrarre fondi ma senza nessun risultato. Busto, infatti, non partecipa a nessun bando e ci chiediamo che fine abbia fatto il dipendente che si sarebbe dovuto occupare proprio di questo, a detta del sindaco. Non dimentiachiamo anche la questione educatrici che hanno ancora lo stipendio decurtato e rischiano di scomparire anno dopo anno a causa dell’assoluta mancanza di assunzioni».

In ambito culturale è Brugnone ad elencare le richieste sull’allargamento dell’orario della biblioteca, la richiesta di allargare le associazioni nella casa del ‘900, la richiesta di interventi su palazzo Cicogna e sull’ex-carcere, l’approfondimento della proposta per realizzare un museo dei bambini all’ex-Borri (lanciato da Farioli nella scorsa consiliatura), l’assegnazione trasparente dei contributialle associazioni e la mozione per ottenere un interrail per i giovani in Lombardia. Sullo Sport il Pd ha spinto per una messa in rete delle strutture sportive, per una migliore gestione del rapporto tra Sport Management e altre realtà che usano la piscina Manara e per una progettazione condivisa per il palaghiaccio che non sarà più un palaghiaccio

Molte le proposte anche sul sociale: casealer, colonie, sprar, spreco alimentare, cimiteri (con l’ottenimento dell’eliminazione della tassa di rientro, il ritorno delle concessioni a 30 anni e non a 90 anni, l’eliminazione dell’atto notarile).

Il Pd ha incalzato la maggioranza anche sulle opere pubbliche incmpiute: tra queste ricordano la cascina Burattana, il conventino, l’ex-Borri, piazza Vittorio Emanuele e carcere (quando partono i lavori?), il recupero della fidejussione eden garden (1 milione di euro sui quali ancora si attendono novità) e poi anche strade e marciapiedi, l’area servizi promessa nella zona industriale, la questione del nuovo ospedale e del recupero del vecchio.

Mariani ha anche annunciato che il Pd, tramite il consigliere regionale Alessandro Alfieri, ha chiesto un impegno di spesa da parte della Regione sul sottopasso di Sant’Anna(2,8 milioni), conventino ed ex-carcere (2,5 milioni).

L’occasioione è stata utilizzata anche per annunciate il cambio della guardia nel ruolo di capogruppo in consiglio che passa da Cinzia Berutti a Valentina Verga.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 16 dicembre 2017
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