Pavia, i ricercatori dell’università andranno alla banca mondiale dei semi

Sotto i ghiacci perenni raccolte scorte di semi da tutto il mondo al sicuro da guerre e utili in caso di rischio per la sicurezza alimentare del pianeta

Avarie

In Norvegia a Longyearbyen sulle isole Svalbard, non molto lontano dal Polo Nord (dove fece tappa anche Umberto Nobile con il suo NORGE quando nel 1926 voleva conquistare dal cielo il primato di raggiungere per primo il Polo Nord) una rappresentanza dell’Università di Pavia, guidata dal professor Graziano Rossi responsabile della Banca del Germoplasma Vegetale presso il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’ambiente è stata invitata a depositare simbolicamente semi in un cilindro, in occasione delle celebrazioni per i 10 anni della Banca semi più famosa del mondo, la Global Seed Vault.

Si tratta di una sorta di Arca di Noè mondiale, costruita in zona smilitarizzata (con trattato internazionale dagli anni ’20), sotto ai ghiacci perenni (permafrost) per consentire ai semi raccolti di rimanere a lungo vitali. Qui sono raccolte scorte di semi di interesse agronomico (riso, mais, fagioli….) da tutto il mondo, al sicuro da guerre nucleari e utili in caso di rischio per la sicurezza alimentare del pianeta.

Questa cerimonia è in programma oggi alla presenza dei rappresentanti del Governo Norvegese, finanziatore dell’opera.

L’Università di Pavia è stata invitata in quanto è a tutt’oggi l’unica istituzione italiana che collabora con questa grande iniziativa, inviando semi alla Global Seed Vault fin dal 2011.

Come dono simbolico alle Svalbard saranno inseriti nel cilindro alla cerimonia ufficiale semi di tre “specialità pavesi”: un mais tradizionale locale detto “mais otto file” , la cipolla rossa precoce di Breme e un progenitore selvatico (Crop Wild Relative) del nostro grano, Aegilops geniculata, che vive spontaneo nelle basse colline dell’Oltrepò.

In seguito poi saranno inviati duplicati delle collezioni ospitate presso la Banca del Germoplasma Vegetale di Unipv: mais, zucca, fagiolo, fagiolino, anguria, melone, cipolla, grano saraceno, segale, melo, cavolo, orzo e loro parenti selvatici se italiani.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 febbraio 2018
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