Varese, fiato sospeso in attesa che qualcosa si muova

Una fideiussione richiesta da Catellani a Basile sarebbe alle basi della rottura delle trattative. Ora si attende l'incontro tra il possibile acquirente e i vertici di Palazzo Estense

Il Varese presenta squadra, maglia e inno

Il fine settimana del Varese ha lasciato in eredità un punto in classifica – non il massimo ma comunque utile, ed ennesima dimostrazione di serietà da parte di squadra e staff tecnico – ma anche la volontà da parte della gente di star vicino a quel che rimane della società calcistica, insistendo anche presso le autorità comunali per avere chiarezza.

Il giorno di pausa domenicale può dunque servire a fare il punto e a spiegare – con più dettagli – come si sia arrivati alla rottura tra Paolo Basile e Sauro Catellani. Quest’ultimo ha messo sul piatto un’offerta universalmente giudicata interessante – (intorno ai 450mila euro per una società decotta in Serie D…) grazie al supporto del finanziatore che lo affiancherebbe nell’avventura biancorossa. E oggi siamo in grado di delineare ulteriormente questa figura: si tratta di un imprenditore emiliano oggi basato in Svizzera (la vicinanza con Varese, oltre che la conoscenza con Catellani, lo porterebbero a finanziare l’iniziativa) che tra le altre cose si occuperebbe – manteniamo il condizionale – di costruzioni importanti come grandi hotel in località di villeggiatura straniere.

Ebbene, la clausola che probabilmente ha fatto saltare il banco è stata la richiesta avanzata da Catellani a Basile di sottoscrivere una fideiussione (forse di 200mila euro) a garanzia dell’operazione. Il timore del possibile acquirente è che non tutti i debiti del Varese Calcio siano venuti a galla fino a questo momento e per questo motivo ha richiesto una garanzia all’attuale proprietario che però si è opposto. E ha contrattaccato con quel comunicato di giovedì 15 con cui è stata annunciata la rottura della trattativa e il passaggio della patata bollente nelle mani del sindaco Galimberti (e del vicesindaco Zanzi).

Torniamo per un attimo di nuovo a giovedì, quando Catellani sarebbe dovuto arrivare a Palazzo Estense per parlare con le due massime cariche politiche cittadine. Un incontro mai ufficializzato ma che si sarebbe dovuto tenere e che è saltato per la volontà delle due parti di “dribblare” i giornalisti (chissà poi perché… bastava il classico “no comment” prima e dopo la chiacchierata). Il bello è che ambo le parti avevano lasciato trapelare l’orario del rendez-vous

I contatti per un nuovo appuntamento, comunque, sarebbero in atto e la manifestazione di ieri da parte dei tifosi potrebbe aver ulteriormente convinto Palazzo Estense a lavorare in questo senso. Probabilmente però Catellani ha già comunicato una cosa ai vertici politici: i soldi messi sul piatto e cioè i 450mila euro di cui abbiamo parlato all’inizio sono un limite massimo insuperabile. Anche per questo motivo, una soluzione possibile sarebbe quella di trovare altri investitori, pure con un apporto relativamente limitato e di minoranza, che affianchino Catellani e la sua squadra. Poi però, toccherebbe ugualmente a Basile accettare le eventuali condizioni.

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 18 Febbraio 2018
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