Assegnata la prima borsa lavoro “Dario Fantinato”, già pronta la seconda

È stata assegnata a Chiara Marrapodi, fresca di laurea magistrale in economia all'Insubria. Armando De Falco (Aime): «Dario credeva nei giovani, i semi sparsi oggi danno i loro frutti»

Aime generiche

In un momento in cui l’economia sta riprendendo a viaggiare sui binari della crescita e l’occupazione giovanile fa segnare un sensibile miglioramento, l’istituzione di una borsa lavoro è un tassello importante nella costruzione di un ecosistema favorevole all’economia del territorio. È forse questo il messaggio più forte che è arrivato dall’assegnazione della prima borsa lavoro intitolata all’imprenditore Dario Fantinato e istituita grazie alla collaborazione tra l’Università dell’Insubria, l’associazione di categoria Aime e la famiglia Fantinato. (nella foto, da destra: Andrea Uselli, Armando De Falco, Luca Magni e Gianni Lucchina)

«Tutto è nato da un senso di vuoto e da una mancanza profonda che ha lasciato Dario Fantinato in tutti noi, sia come uomo che come imprenditore – ha detto Luca Magni, presidente del club Amici di Dario -. Era una persona che aveva visione, coraggio e amava lavorare con i giovani. Per me è un dolore incancellabile perché la mia passione e quella della mia famiglia (il volo, ndr) è la stessa che ce lo ha portato via».

Durante la cerimonia di assegnazione della borsa lavoro, avvenuta al Salone Estense del Comune di Varese, alla presenza del sindaco Davide Galimberti, del presidente del consiglio comunale, Stefano Malerba, della famiglia Fantinato e di tanti associati Aime, il concetto di futuro legato alle giovani generazioni è stato infatti ripreso più volte. «Quando si istituisce una borsa lavoro – ha detto Galimberti – vuol dire che si sta guardando avanti. Oggi i dati macroeconomici ci dicono che l’occupazione giovanile è in crescita e quindi ben vengano altre iniziative di questo tipo». Messaggi sono arrivati anche dal neopresidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dal presidente della Provincia Gunnar Vincenzi.

Aime generiche
a destra nella foto Chiara Marrapodi

L’assegnazione ufficiale – con giudizio pienamente positivo – della borsa lavoro a Chiara Marrapodi, fresca di laurea magistrale in economia conseguita a pieni voti presso l’Università dell’Insubria, è stata anche l’occasione per presentare l’associazione Club amici di Dario, che avrà la funzione di stimolare gli imprenditori a diventare parte attiva in questo progetto. Stimolo già raccolto da Maghetti srl di Casciago, azienda che costruisce distributori automatici, che sosterrà il secondo bando.

Il segretario generale di Aime Gianni Lucchina, a proposito del progetto, ha parlato di «sfida vinta», mentre il presidente Armando De Falco si è soffermato sull’importanza della collaborazione tra associazioni di categoria, centri di ricerca, imprese e nuove generazioni. «I semi sparsi oggi generano i loro frutti – ha detto De Falco -. Dario è stato un imprenditore carismatico che ha saputo far crescere un’azienda che oggi conta 500 dipendenti e noi siamo qui perché per lui era molto importante lavorare con i giovani. Credo che il trinomio università, imprese e giovani possa fare molto per far emergere i talenti e spero che il club ne scopra tanti».

In questa partnership il ruolo svolto dall’Università dell’Insubria, in particolare dal dipartimento di economia, dal professor Andrea Uselli e da Flavia Ingino, responsabile dell’ufficio stage, è stato fondamentale. «È vero, i semi generano frutti – ha concluso Uselli – in particolare la borsa lavoro, strumento che ha un duplice valore aggiunto: crea una sensibilità verso le opportunità offerte dal territorio e aiuta a scoprire e a valorizzare il talento dei nostri studenti».

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Pubblicato il 21 Marzo 2018
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