La scuola IV Novembre non rinnova la sperimentazione finlandese

Alla primaria hanno deciso di non far partire una nuova classe sperimentale. Il dirigente Ballarini spiega: "L'attuale prima proseguirà fino in quinta ma non ci saranno repliche"

Una scuola finlandese

Scuola finlandese? bella ma è sufficiente una sperimentazione. Dallo scorso settembre, alla primaria IV Novembre di Varese (nella foto la presentazione avvenuta a Palazzo Estense) è partita la sperimentazione di una scuola innovativa, dove le lezioni di classe sono destrutturate, si alternano con momenti all’aria aperta, non sono previsti compiti né, tantomeno, giudizi o voti e c’è il tempo pieno.

Questa formula, chiesta a suo tempo da un gruppo di madri che si era rivolto al Sindaco, non partirà nella prossima prima. La decisione di limitare a una sola classe la sperimentazione è stata votata a larghissima maggioranza dal collegio docenti dell’istituto comprensivo Don Rimoldi: « Anche due delle maestre coinvolte hanno votato contro l’allargamento della sperimentazione che ha ottenuto solo 4 voti – ha chiarito il dirigente reggente Giovanni Ballarini – l’attuale prima continuerà nella sperimentazione per tutti e cinque gli anni. Ma non si aggiungono altre classi».

Alla fine, la scuola IV Novembre, già attenta al territorio e organizzata per svolgere attività integrate con il quartiere di riferimento, preferisce proseguire nella sua offerta tradizionale. Tra cinque anni, insieme con le due ricercatrici della Bicocca, Francesca Antonacci e Monica Guerra del Dipartimento di scienze umane per la formazione “Riccardo Massa”, si trarrà il bilancio di un modello che, comunque, va letto all’interno di un sistema disegnato dalla legge statale e che pone alcuni paletti precisi, tra programmi e voti finali.

In assenza di quella proposta, il Comune aveva cercato negli altri plessi cittadini un’alternativa alla IV Novembre. La candidatura che è andata più vicina è stata quella della Settembrini dove le docenti si sono dette disponibili ad avviare un percorso di formazione per attivare quel sistema didattico.

Alla fine, dunque, nonostante i difetti, la scuola primaria italiana rimane un modelloconvincente: « Non dimentichiamoci – hanno tenuto a sottolineare alcune maestre delle scuole cittadine – il sistema didattico del ciclo primario è tra i migliori in Europa»

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Pubblicato il 16 Marzo 2018
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Commenti

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  1. Scritto da Milena Gatti

    sarebbe interessante conoscere anche i motivi della scelta di cui non si parla minimamente…sistema didattico tra i migliori in europa? i risultati però non mi risulta siano tali!

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