Rsa Aperta, la Regione assicura la continuità del servizio fino al 30 giugno

Le proteste di questi giorni hanno portato un primo risultato positivo per i tanti utenti dei servizi erogati dalla Regione a favore di anziani e malati non autosufficienti

anziani

ATS Insubria, a seguito degli incontri effettuati con alcuni parenti, ha comunicato la garanzia della continuazione dei servizi socio sanitari relativi alla misura dell’RSA Aperta in una logica di continuità assistenziale.

L’Istituto La Provvidenza Onlus, in accordo con ATS Insubria, garantirà quindi la continuità assistenziale e il proseguimento del servizio di RSA Aperta agli utenti in carico evitando quindi la discontinuità che era emersa da una prima valutazione sommaria. Lo stesso istituto bustocco si era esposto nella giornata di ieri (mercoledì) chiedendo alcune modifiche all’applicazione della delibera.

Infatti proprio ieri Emanuele Fiore, referente territoriale del Popolo della Famiglia, e Nicola Fabbri (entrambi parenti di utenti della Rsa aperta de La Provvidenza di Busto Arsizio, ndr) hanno incontrato i vertici di Ats per presentare il problema che si sono trovati ad affrontare con l’entrata in vigore della delibera regionale 7769 che razionalizza l’erogazione dei servizi delle Rsa Aperte.

«L’incontro è durato più di 30 minuti ed è stato molto utile per capire la ratio della delibera che ha l’obiettivo di “mettere a regime la misura della Rsa Aperta” ma “dividendo chiaramente la parte sanitaria, di competenza dell’ATS, da quella sociale, di competenza dei comuni”».

Nel frattempo, è stato molto chiaro in questo il direttore Daverio, l’attuale servizio all’utenza verrà erogato senza soluzione di continuità, almeno, come previsto nella delibera stessa, fino al prossimo 30 giugno. In questi 3 mesi, i casi che non hanno più i requisiti previsti per continuare ad usufruire del servizio alle “vecchie condizioni” verranno analizzati da un istituendo tavolo tecnico con tutte le parti coinvolte: Regione, Ats, associazioni degli enti gestori ed enti gestori, Anci per i comuni.

Prosegue Fiore: «Da parte nostra abbiamo appreso con favore la volontà di non interrompere di punto in bianco i servizi attualmente erogati ma abbiamo anche detto che, alla data odierna, non ci risulta che i gestori abbiano effettivamente confermato il servizio per la prossima settimana. Quindi ad oggi sono ancora solo parole (positive, ma parole) quindi ci siamo presi l’incarico di fare da referenti per segnalare all’Ats Insubria eventuali interruzioni di servizio a partire dalla prossima settimana. Da qui il nuovo appello rivolto all’utenza: chiunque dovesse trovarsi nella condizione di vedersi ridotto se non eliminato il servizio di cui attualmente sta usufruendo per la Rsa aperta, può segnalarlo a me che farò da riferimento con il dottor Gutierrez per quanto riguarda l’Ats Insubria mentre per altre Ats farò riferimento direttamente alla segreteria del dottor Daverio».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 marzo 2018
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