La street art per abbellire parcheggi e luoghi anonimi, si parte da San Michele

I muri del parcheggio aperto da qualche mese sono diventati protagonisti dell'opera di SirSkape, writer salernitano residente a Jerago. Paola Magugliani: "Coniugare bellezza e contemporaneità"

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La passione per la Street-Art l’assessore Paola Magugliani l’aveva esplicitata fin da inizio mandato, quando – in collaborazione con il neoconsigliere Matteo Tosi – aveva organizzato un insolito omaggio a San Giovanni attraverso una performance live di tre writers del territorio. E oggi, pur essendo passata dalla Cultura al Marketing territoriale, torna alla carica con un ambizioso progetto teso ad abbellire alcuni parcheggi del centro cittadino, ma anche alcuni angoli delle diverse periferie, Sacconago e Cinque Ponti su tutti.

“Da turista – spiega l’assessore – ho sempre guardato alla Street-Art come a una delle vie maestre per coniugare bellezza e contemporaneità, ed è quello che vorrei portare anche a Busto, dando spazio ad artisti più o meno noti che possano aiutarci a rendere la città sempre più giovane e più piacevole da vivere. Sono passati quasi due anni da quel 24 giugno, ma abbiamo avuto altre priorità e pochi soldi da investire nell’arredo urbano. Anche adesso non ne butteremo, ma posso iniziare a investire qualcosa in interventi di questo genere, che spero saranno apprezzati dalla cittadinanza”.

In questi giorni il via al progetto nel parcheggio San Michele, dove l’assessore ha affidato una parete a Francesco Scapolatempore, in arte SirSkape, tra i primi a proporsi per lavorare su alcuni muri cittadini all’indomani di una mozione presentata da Busto Grande proprio sul tema della Street-Art.

Giovane artista di origini salernitane, che vive a Jerago e insegna Storia dell’Arte a Legnano, Francesco Scapolatempore ha studiato a Brera e oggi reinterpreta i canoni del writing con un tratto molto naif, tra il fumetto e l’illustrazione per l’infanzia. “Uno stile – prosegue l’assessore – che ci è sembrato perfetto per un parcheggio usato da molti utenti della biblioteca e dalle famiglie che portano i loro bambini al Museo del Tessile”.

“Proprio il tipo di utenza – interviene Francesco – ha ispirato l’intervento in questione, dedicato ad alcuni classici della letteratura per ragazzi (ma non solo), riletti attraverso le “mie” ormai tipiche pecorelle, che ho voluto fermare in pose bizzarre ed espressioni surreali. Come è giusto che siano i sogni”.

Non il sogno, ma la speranza dell’assessore Magugliani è quella di inaugurare un vero e proprio ciclo di interventi colorati e site-specific come questo. Ma l’unica indiscrezione sui prossimi appuntamenti è che bombolette e pennelli potrebbero presto spostarsi in via Concordia, magari con il ritorno di qualche artista che ha già lavorato in città.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 18 maggio 2018
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