Nasce la rete dei “corridoi insubrici” a tutela della biodiversità

Un percorso in sicurezza per la mobilità degli animali. È l'importante obiettivo del progetto finanziato dalla Cariplo e che tutela i corridoi dalla Val Veddasca ad Angera

I corridoi ecologici: così gli animali non muoiono investiti (inserita in galleria)

Dalla Val Veddasca sino ai canneti del lago Maggiore ad Angera passando per le cinture verdi attorno al capoluogo. Sono ventuno i progetti previsti dall’ambizioso progetto “Corridoi Insubrici” – il network a tutela del capitale naturale insubrico – che prende il via e avrà una durata di 40 mesi, sino ad aprile del 2021.

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Grazie a un sostanzioso contributo del valore di 1,2 milioni di euro in parte finanziato da Fondazione Cariplo (750.000 euro mentre la parte restante verrà portata dalle singole realtà) tutte le progettazioni, da oggi e sino al 2021 nel segno della tutela della biodiversità, saranno collegate per un’azione congiunta dei tanti enti, privati e pubblici, che si stanno impegnando per proteggere e preservare le diverse specie animali.

« Il progetto Corridoi insubrici – ha spiegato Giuseppe Barra, Presidente del Parco Campo dei Fiori – ha l’ambizione di proporsi come un primo tassello attuativo nell’ambito di un quadro progettuale su scala pluriennale condiviso dai principali attori in campo ambientale del territorio provinciale. Si sviluppa su un’area vasta, oltrepassando i confini amministrativi e mettendo in campo una visione di lungo periodo che punti alla tutela e valorizzazione del capitale naturale pedemontano insubrico con le sue eccellenze e peculiarità e alla risoluzione delle criticità inerenti la frammentazione della rete ecologica provinciale allo scopo di restituire al territorio quella continuità ambientale andata perduta o in via di progressiva erosione».

Tante le azioni in discussione: dal recupero di prati e pascoli in alta quota, alla tutela e  miglioramento dei boschi di fondovalle, alla creazione e al ripristino di importanti aree umide , per continuare con la rivalorizzazione dei boschi di castagno. Rientrano nel progetto congiunto tutti gli sforzi in essere per promuovere e sviluppare i corridoi ecologici anche attraverso la realizzazione di opere di deframmentazione laddove la continuità è stata compromessa.

« Se si vuole preservare le specie boschive si devono piantare nuove aree – spiega il professor Adriano Martinoli, docente dell’Università dell’Insubria – se vogliamo aiutare gli anfibi che vivono nel bosco a riprodursi nelle zone paludose vanno costruiti passaggi sotto le strade. I corridoi ecologici hanno un importante funzione: quella di non isolare le specie animali che, altrimenti, rischierebbero l’estinzione».

Coinvolti nella grande rete ci sono: l’Università dell’Insubria, il Parco del Campo dei Fiori, investito dalla Regione di un ruolo di coordinamento nella protezione e valorizzazione della biodiversità, il Comune di Varese che con la realizzazione del Plis della Bevera viene a potenziare la fascia di tutela attorno alla città e la Comunità montana Valli del Verbano tra i primi promotori di corridoi di salvaguardia degli animali.

Coinvolte anche le associazioni come la Lipu, con una storia di difesa dei corridoi della fauna avicola ultradecennale e Legambiente.

A sovrintendere la progettazione e, soprattutto, il monitoraggio sarà la società Oikos di Milano formata da ex alunni dell’Università dell’Insubria. Tutti gli interventi, dalla progettazione al monitoraggio  per verificare le ricadute per la fauna e per la flora, riguarderanno un’area che parte dal confine a Nord con la Val Veddasca sino sud sino ai canneti del Lago Maggiore di Angera, comprendendo il Lago di Varese e la Palude Brabbia. Saranno coinvolti in vario modo dieci siti della Rete Natura 2000 (la più vasta rete delle aree protette europee) e due PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale), la Valle della Bevera e la Cintura Verde di Varese.

L’intero progetto verrà raccontato attraverso un articolato piano della comunicazione che comprende pannelli divulgativi, videoclip, un libro sulla natura prealpina, eventi di sensibilizzazione per i cittadini, educazione ambientale per le scuole e un sito che raccoglierà tutte le informazioni utili.

Coinvolta anche la Provincia che da anni lavora per il coordinamento delle attività del territorio : « Vogliamo dare unitarietà agli approcci diversi che si hanno verso la problematica dei corridoi ecologici – ha chiarito il Presidente Gunnar Vincenzi  Dalla tutela del patrimonio naturale deriva non solo un ambiente migliore ma anche una risorsa economica che passa dalla valorizzazione del turismo ecosostenibile».

Un obiettivo molto caro anche all’assessore all’Ambiente del Comune di Varese Dino De Simone che punta proprio sull’opera di sensibilizzazione dei cittadini che devono sentirsi coinvolti nella tutela di questo bene prezioso che è il nostro territorio.

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Pubblicato il 15 maggio 2018
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