«Così abbiamo scoperto le mandrie di mufloni nel Luinese»

Un gruppo di amici con la passione per la natura: fototrappole e video “segreti” di selvatici che fanno impazzire la rete. Un sogno nel cassetto? «Entrare nelle scuole»

Le mandrie di animali selvatici del Luinese

Un anno di fotografie nei boschi, un anno di “fototrappole” e video che hanno svelato cosa accade nei nostri boschi. Un progetto realizzato da un gruppo di giovani appassionati di cui Varesenews aveva già parlato e che ora permettono di godere appieno delle bellezze naturalistiche delle nostre valli.

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Lo racconta Riccardo Lattuada, uno dei giovani impegnati in questa attività di monitoraggio: «Le novità e le informazioni che ci ha portato questo anno di fotografia e fototrappolaggio sono state tante, dalla conferma del già citato studio della scomparsa Dott.sa Rinetti sulla presenza del Camoscio (Rupicapra rupicapra) in Val Veddasca a quote molto più basse rispetto alla norma, infatti si affermava che in Val veddasca si ha la popolazione di Camosci che vive alle quote più basse rispetto al resto degli esemplari in Italia».

«Grazie alle fototrappole e alle escursioni muniti di macchina fotografica, abbiamo rilevato il netto incremento delle popolazioni della specie Muflone (Ovis musimon), sia nel numero di esemplari per gruppo, sia per formazione di nuovi gruppi, contando anche più di 50 esemplari cibarsi tutti insieme».

«Inoltre sempre a riguardo di questa specie abbiamo verificato la curiosa abitudine di non spostarsi mai di troppe centinaia di metri dai luoghi dove vengono rilevati nei giorni precedenti, proprio questo motivo, secondo noi ci porta a parlare di un’ennesima curiosità della specie ovvero la presenza solo in Valcuvia e Valtravaglia e l’assenza in altre zone. Quello che ci stupisce è infatti come il muflone non colonizzi anche le zone del Luinese e successivamente la Val Dumentina e la Val Veddasca, infatti non sono presenti individui in queste zone nonostante la distanza sia di pochi chilometri».

Il prossimo 23 giugno in ragazzi di YORCI – così si chiama questo gruppo “Divulgazione scientifico faunistica”, che ha pure una pagina facebook – sono stati invitati e fortemente voluti a Luino nell’evento internazionale “Earth Price”, nel quale saranno presenti con uno stand dove verranno mostrati foto video e tutto ciò che è stato realizzato dalla nascita di questa realtà.

«Sui social dove tutto è nato abbiamo già ampiamente superato sia su Facebook che sulla nuova pagina Instagram il migliaio di persone che ci seguono, sempre entusiasti e incuriositi dal nostro lavoro, con le nostre foto e video abbiamo raggiunto numeri che mai avremmo immaginato, superando addirittura 20.000 visualizzazioni per alcune foto.
Un’altra soddisfazione è stata vedere un nostro video interessante sugli Allocchi pubblicato su una pagina americana che si occupa di rapaci notturni».

Le mandrie di animali selvatici del Luinese

Tutto questo è stato fatto portando avanti gli studi, infatti 3 di loro sono al terzo anno dei corsi di Laurea (Riccardo Lattuada a Torino alla facoltà di Produzione e Gestione Animali Selvatici; Gabriele Brambini e Matteo Cristiano a Pavia alla facoltà di Scienze Naturali) e il quarto componente Riccardo Bacilieri si sta maturando quest’anno presso il Liceo Vittorio Sereni di Luino, e porterà come tesina proprio il progetto.

Anche la Comunità montana valli del Verbano si è complimentata con questa attività proponendo ai ragazzi di diventare Guardie Ecologiche.

Un sogno nel cassetto? «Entrare nelle scuole e fare un progetto per i bambini, soprattutto alle scuole primarie e secondarie, dove ormai sono sempre più lontani e non interessati alla natura e agli animali che li circondano, noi tramite delle lezioni con le nostre foto, video e presentazioni vogliamo fargli conoscere e apprezzare la bellezza che si può trovare osservando i prati e i boschi della nostra zona», spiega Riccardo Lattuada.

Riccardo e Gabriele Brambini hanno già fatto delle singole lezioni alle scuole primarie e i bambini sono rimasti molto colpiti e affascinati dalle immagini e dagli oggetti (palchi di cervo, denti di cinghiale, ossa, e altro..) portati a lezione, «però vorremmo che tutto questo si tramutasse in un progetto vero e proprio».

Oltre che l’alto numero di mammiferi fotografato e ripreso – esemplari di cervi, cinghiali, caprioli, volpi, tassi – il progetto si rivolge anche agli uccelli in generale, «infatti siamo spesso al boschetto di Germignaga (uno dei luoghi più interessanti a livello provinciale per il birdwatching) a fare le foto e su Instagram abbiamo creato il nostro hashtag #yorcidsf , con il quale le persone pubblicano le loro foto sulla fauna e noi ripubblichiamo le migliori sulla nostra pagina col loro nome, siamo arrivati a circa 700 foto con il nostro hashtag».

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Pubblicato il 11 giugno 2018
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