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Landoni (No Accam): “Dubbi sui nuovi filtri da 3,5 milioni”

Il portavoce del comitato ecologico segnala alcuni episodi di sforamento dei limiti nel 2018 con intervento di Arpa: "Sindaci decidano la chiusura entro il 2021 o prima"

Dentro l'inceneritore di Borsano (inserita in galleria)

Il Comitato Ecologico Inceneritore e Ambiente Borsano attacca ancora una volta Accam per mancanza di trasparenza e rinnova l’appello ai sindaci dei comuni soci perchè il 28 giugno si esprimano per la chiusura dell’inceneritore entro il 2021.

Adriano Landoni, storico portavoce del gruppo, denuncia la mancanza di trasparenza di Accam: «Abbiamo scoperto che Arpa è intervenuta due volte in questi pochi mesi di attività del 2018, dopo l’intervento costato 3,5 milioni di euro, perchè il valore delle polveri è stato sforato. Era successo due volte anche nel 2016 e due volte nel 2017 e Accam aveva comunicato che con l’intervento di cambio dei filtri, portandoli a secco, e invece non è stato così. Anche gli altri dati importanti di inquinamento non sono tra i migliori in Lombardia e in particolare nel mese di maggio sono aumentate le medie mensili di Ossidi di Azoto ( Nox ) e acido cloridrico (Hcl) sopratutto in modo esponenziale dovuto alle plastiche da chissa’ quale provenienza ? Ricordiamo che nel 2004 sono scoppiate contemporaneamente tutte e due le caldaie provocando per ore fumo nero e non sappiamo ancora la causa mentre nel 2009 Accam ha ricevuto una diffida ai sensi dell’art 11 comma 9 del d.lgs 59/05 da Regione Lombardia per essere stata fuori legge nei limiti di Ossidi di Azoto (Nox)».

Il lungo elenco degli sforamenti e degli incidenti si conclude con l’esame epidemiologico di qualche anno fa: «Ats Milano Citta Metropolitana e Ats Insubria hanno concluso che nella zona di ricaduta dei fumi di Accam ci sono 20 casi di ricoveri cardiovascolari».

Il comitato lamenta la periodicità di questi episodi di inquinamento senza sapere ancora quali siano gli effetti dannosi sulla salute, ricorda che l’inceneritore Accam ha le performance peggiori sul rendimento energetico di tutta la Lombardia e rappresenta solo il 5% dei rifiuti bruciati in tutta la regione: «Per questo chiediamo a tutti soci che parteciperanno alla prossima riunione del 28 giugno, di fare uno sforzo e trovare la soluzione per chiudere l’inceneritore nel 2021 oppure prima, mantenendo la società Accam pronta per nuove sfide tecnologicamente pulite poichè i tempi dicono che l’era dell’incenerimento è finita. Fatelo prima che succeda ancora qualche incidente grave come già successoin passato».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 26 Giugno 2018
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