“No alla chiusura della biglietteria: pensiamo a potenziarla”

Protesta pubblica del PD che si oppone alle scelte sulla stazione Nord di Varese. Tuscano: «Diventi un infopoint in accordo con il Comune»

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No alla chiusura della biglietteria della stazione, sì a un rilancio della stessa struttura, magari potenziata per diventare un vero punto informativo cittadino, con tanto di possibilità di emettere biglietti internazionali.

Il Partito Democratico chiede una completa inversione di rotta a Trenord e a Regione Lombardia dopo la previsione «di chiudere 25 biglietterie sulle 57 attualmente aperte, tra cui Varese, Tradate, Sesto Calende e Ternate» spiega Pino Tuscano, responsabile del PD per questa vicenda. Diversi gli esponenti del partito che sono scesi in piazza oggi – sabato 23 giugno – con un presidio sul piazzale della stazione Nord, a pochi metri dalla biglietteria oggetto della manifestazione alla quale ha preso parte anche l’onorevole Maria Chiara Gadda.

«La biglietteria di Varese occupa quattro persone sui vari turni – prosegue Tuscano – e avrebbe piuttosto bisogno di attenzione e non di chiusure anche perché fornisce servizi di informazione che vanno al di là della semplice emissione dei tagliandi e garantisce un presidio di sicurezza con il suo sistema di chiamata diretta alla Polfer. Da questa stazione partono 78 convogli al giorno, affidarsi alle sole biglietterie automatiche non ha senso. Piuttosto, Varese andrebbe dotata della possibilità di vendita anche di biglietti internazionali: oggi chi ne ha bisogno deve recarsi dal capoluogo a Gallarate. Noi chiediamo di dare a questa stazione una possibilità in più e di trasformare la biglietteria in info point in accordo con il Comune».

Tra i presenti al presidio anche Luca Paris, segretario cittadino del Partito Democratico. «Oggi siamo qui per denunciare il fatto che, ancora una volta, sono state disattese le promesse elettorali: già in questi giorni ci troviamo in presenza di continui e gravi ritardi, (il governatore Fontana ha detto di “vergognarsi” per l’accaduto» ndr) in più c’è in ballo questo piano di chiusura che porterà a un ulteriore peggioramento del servizio. Ci opponiamo con forza a queste scelte, perché crediamo che chi va e torna da Milano per lavorare o per studiare abbia diritto a un miglioramento della situazione».

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 23 giugno 2018
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