La Regione punta 8 milioni sul risanamento degli impianti sportivi

L'assessore Cambiaghi ha presentato il nuovo bando a sindaci e amministratori. Al Varesotto destinati quasi 800mila euro

presentazione bando impianti sportivi 2018 Martina cambiaghi

Nella giornata di ieri – giovedì 26 luglio – è stato approvato un nuovo bando regionale che mette a disposizione 8 milioni di euro (che potrebbero crescere) per gli impianti sportivi della Lombardia.

Una novità che per la prima volta è stata illustrata proprio a Varese: nella mattinata di oggi – venerdì 27 – le Ville Ponti hanno ospitato un buon numero di sindaci, assessori e rappresentanti degli enti territoriali pronti ad ascoltare la proposta presentata dall’assessore regionale Martina Cambiaghi e illustrata nei dettagli da Simone Rasetti e da Luca Vaghi.

«Nel nostro territorio ci sono tante “palestre naturali” per le attività all’aria aperta ma anche molte strutture che grazie a questa iniziativa regionale sarà possibile riqualificare o sistemare» ha spiegato in sede di introduzione Fabio Lunghi, presidente della Camera di Commercio. Ente che, oltre a ospitare l’incontro, ha lanciato da anni una Sport Commission che sta sostenendo con profitto una lunga serie di eventi legati allo sport. E quindi, in buona parte, agli impianti necessari per svolgere gare e partite.

Il bando regionale («Il mio primo grande impegno da assessore» ha detto Cambiaghi, 31 anni, al primo mandato con questo incarico) mette in gioco 8 milioni che potrebbero crescere fino a 15 nel prossimo triennio. Soldi destinati innanzitutto per risanare, migliorare e implementare strutture già esistenti, anche se una quota dei fondi sarà comunque riservata a nuove costruzioni. La scelta dunque è quella di sostenere quanto già realizzato in passato, meglio ancora se le strutture in questione sono polivalenti e centrali nel tessuto sociale della zona in cui sorgono.

presentazione bando impianti sportivi 2018 Martina cambiaghi

È toccato quindi a Luca Vaghi (da poco responsabile della Unità organizzativa della Regione per gli impianti) illustrare nei dettagli il modo con cui saranno scelti i progetti da sostenere. Il Pirellone ha scelto, per la concessione dei fondi, un criterio che permette a tutte le province di ricevere finanziamenti: in prima istanza al Varesotto – che è la 5a provincia in Italia per società sportive rispetto alla densità del territorio – sono destinati 785mila euro (quota che non comprende eventuali nuove costruzioni).

«Il bando è di tipo comparativo – ha spiegato Vaghi – Saranno quindi attribuiti punteggi ai vari progetti presentati in base a una serie di criteri (che il funzionario ha poi spiegato nei dettagli ndr). Ci sarà una prima fase in cui sarà verificata la ammissibilità delle domande e una seconda in cui verrà svolta la pura valutazione».

Qualche perplessità è stata avanzata dagli amministratori presenti per quanto riguarda le tempistiche: gli interessati devono iscrivere i progetti (con sportello elettronico) tra il 17 settembre e il 19 ottobre. E con di mezzo l’agosto, in molti hanno storto il naso. Cambiaghi e Simone Rasetti, direttore generale del comparto sport e giovani, hanno però sottolineato la vicinanza e la collaborazione sia dell’Anci (l’associazione dei comuni) sia del Coni per quelle amministrazioni che avessero bisogno un supporto.

Nella sua relazione Vaghi ha quindi sottolineato che ogni comune può presentare un singolo progetto relativo a un solo impianto sportivo, e che il contributo regionale potrà coprire il 50% delle spese ammissibili e che avrà una consistenza tra i 50 e i 150mila euro per quanto riguarda ristrutturazioni e riqualificazioni. Il punteggio assegnato in sede di valutazione dipenderà da una lunga serie di requisiti che vanno dalla possibilità di omologazione al risparmio energetico, dalle strumentazioni di sicurezza all’accessibilità e tanto altro ancora. Le spese non coperte dal contributo regionale possono essere a carico tanto del Credito Sportivo, quanto dei fondi di pertinenza comunale ma anche di eventuali privati in convenzione con l’ente pubblico (che però dovrà essere il capofila dell’operazione).

 

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 27 luglio 2018
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