Whisky tra storia e mistero, curiosità sul distillato più amato al mondo

Le origini del whisky sono avvolte dal mistero, Scozia e Irlanda si contendono notoriamente da secoli la scoperta

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Le origini del whisky sono avvolte dal mistero, Scozia e Irlanda si contendono notoriamente da secoli la scoperta, ma fatto sta che secondo alcuni racconti già nel 1172 all’epoca dell’invasione di Enrico II d’Inghilterra in Irlanda si praticava già la distillazione da cereali. Il primo riferimento al whisky in Scozia risale al 1494 in un documento ritrovato del Registro dei Conti dove si fa riferimento ad una partita di otto balle da orzo destinata al frate John Corr per la produzione di uisge beatha per il re Giacomo IV.

Ma vediamo insieme alcune curiosità che riguardano i migliori whisky.

Il whisky cambia il modo in cui è chiamato in base al paese di produzione, whisky se prodotto in Scozia o Canada, whiskey se prodotto in Irlanda o Stati Uniti. Il whisky scozzese chiamato anche scotch whiskey si divide in single malt, grain whisky e blended whisky, mentre quello di produzione americana si divide in Bourbon, Tennessee whiskey e Rye.

Acqua di vita

Il termine whisky deriva dall’antica lingua gaelica, con il nome uisge beatha si indicava acqua di vita, con riferimento al potere terapeutico dei distillati, in seguito il termine si trasforma diventando quello che tutti conosciamo: whisky.   Anticamente il distillato era usato come un vero e proprio medicinale in gradi di disinfettare le ferite, coadiuvare la digestione, dalla popolazione celtica a causa dell’alto contenuto di alcol era considerato anche come purificatore dello spirito.

Ora et Labora

È storicamente accertato che la produzione del whisky fu inizialmente curata dagli ecclesiasti fino al 600 d.c. la produzione infatti era principalmente curata dai monaci, fatto accertato anche dall’ordine citato in precedenza di frate John Corr, appartenete all’Abbazia di Lindores a Fife.

Il Whisky come l’oro

Per alcune bottiglie di whisky i prezzi salgono vertiginosamente, questo è dovuto sia all’invecchiamento del distillato sia alle produzioni limitate di bottiglie. Il Macallan M del 1940 il cui costo si aggira intorno ai 631,850$ è il whisky più costoso al mondo ed è stato venduto all’asta in Giappone. Non scherza nemmeno il Dalmore 64 Trinitas che con un invecchiamento di 64 anni è stato venduto per 153,360$, il prezzo è così elevato poiché difficilmente i single malt rendono bene dopo i 50 anni. Anche il whisky di produzione Giapponese ha di recente raggiunto prezzi a dir poco folli, come il Yamazaki Single Malt che è stato battuto all’asta per 133.000 $.

Whisky e film

Durante la nostra vita almeno una volta ognuno di noi ha visto una scena di un film dove il protagonista si rilassa con un bicchiere di whisky davanti al fuoco di un camino. Nel cinema il famoso distillato è spesso protagonista come la famosa scena in Lost in Translation dove Bill Murray, attore in decadimento deve pubblicizzare un whisky. Oppure nel film di Tarantino “Pulp Fiction” nella scena in cui Mia Wallace interpretata magistralmente da Uma Thurman si rilassa sul divano con un bicchiere di whisky in primo piano; oppure per ricordare i magistrali classici film agli albori di Hollywood dove celebre la citazione di Jessie Royce Landis in “Caccia al ladro” che recita più o meno così “Il whisky americano è la sola cosa, se fosse per me tutto lo champagne di Francia potrebbero gettarlo in acqua”.

 

 

 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 31 Luglio 2018
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