Casorate mette nero su bianco le condizioni per la nuova ferrovia per Malpensa

In paese la ferrovia fa discutere e c'è ancora una certa conflittualità, ma intanto è l'unica comunità che si è espressa pubblicamente sul progetto e sulle incognite rimaste (a partire dall'innesto nella trafficatissima Gallarate-Milano)

La ferrovia T1-T2 Malpensa

La ferrovia Gallarate-Malpensa T2 si potrà anche fare, in futuro, ma prima servono un Piano d’area e la Valutazione Ambientale Strategica. E soprattutto serve prima il terzo binario Rho-Gallarate, senza cui la nuova tratta finirebbe a innestarsi su una linea già troppo trafficata.

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Il tracciato della ferrovia Malpensa-Gallarate 4 di 14

Così si è espresso il consiglio comunale di Casorate Sempione, dopo un lunghissimo percorso di “limatura” della delibera, per arrivare a sintetizzare nel modo corretto la posizione del Comune. Posizione articolata, visto che sono ben quattro i punti su cui il documento – votato lunedì – si esprime.

«Nella delibera non c’è una contrarietà a prescindere, ma si chiedono garanzie e sostenibilità» sintetizza il sindaco Dimitri Cassani, rivendicando la posizione dell’amministrazione. «Un sì condizionato, che potrebbe diventare un No se non si rispettano i diversi criteri». La delibera è stata votata all’unanimità, le opposizioni hanno indicato alcuni elementi da modificare mediante emendamenti. Era presente anche il locale Comitato Salviamo La Brughiera: c’è un rapporto un po’ conflittuale, tra amministrazione e Comitato, anche se va riconosciuto a tutti gli attori in campo che il risultato è che Casorate è l’unico paese che sta seguendo da vicino il progetto.

Tornando alla delibera, come si diceva, il primo punto richiamato come condizione è che “siano attuati il Piano d’area Territoriale, la V.A.S ed il potenziamento del tratto Rho – Parabiago“: fino ad allora, per Casorate (il Comune più toccato, di quattro), non si deve procedere con il progetto esecutivo.

Non è però l’unica condizione: la delibera chiede anche “di monitorare e chiedere la corretta sequenza progettuale, autorizzattiva , realizzativa e di messa a regime dell’opera in oggetto e delle opere e tracciati ferroviari ad essa collegata, come presupposto antecedente e necessario per la funzionalità di tutto l’impianto infrastrutturale, così come da scenario positivo dello studio del Politecnico di Milano”, lo stesso documento che richiama appunto anche la necessità di adeguare la rete ferroviaria esistente per “assorbire” anche i treni per Malpensa (oggi sulla Milano-Gallarate circolano decine di treni merci giornalieri, suburbani, regionali per Domodossola, Varese e Luino, Eurocity per la Svizzera).

Nella delibera vengono poi richiamati anche gli obiettivi generali “di tutela e salvaguardia della salute, del territorio, di contenimento del consumo del suolo” e la necessità di mitigazioni e compensazioni.

Infine, Casorate chiede che la procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) appena avviata sia analizzata con “un incarico ad un professionista individuato dall’Amministrazione”, anche come strumento per ampliare al massimo la partecipazione e la conoscenza dell’opera e dell’impatto locale.

Nel corso della discussione in consiglio comunale è stato richiamato anche l’ultimo incontro al Parco del Ticino in cui gli enti territoriali coinvolti (tra cui anche tre dei quattro Comuni: Casorate, Somma, Gallarate, mentre Cardano al Campo era assente) hanno concordato sulla necessità di “un documento condiviso da inviare a Regione ” che riprenda in particolare  il tema della sostenibilità ambientale e tecnica, compreso il rapporto costi-benefici e l’effettiva utilità in rapporto all’infrastruttura esistente.

 

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 01 agosto 2018
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