Le voci di spostamento della farmacia di San Giulio fanno arrabbiare l’Acli

Il circolo cittadino chiede di fermare qualsiasi ipotesi di spostamento: "Accelera lo svuotamento del centro storico"

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La farmacia comunale si sposta dal centro al centro commerciale e l’Acli protesta. In una nota l’associazione cassanese dice la sua in merito alle voci del possibile spostamento della farmacia comunale n°1 che si trova in zona San Giulio, in una zona certamente più decentrata. Di seguito la nota della presidenza del circolo.

Si stanno diffondendo in città, in modo sempre più insistente, voci secondo cui la farmacia comunale N° 1 di Cassano Magnago (Zona San Giulio) dovrebbe a breve essere spostata in altra zona molto più decentrata rispetto al centro città (si vocifera all’interno del centro commerciale TIGROS).
La presidenza del circolo Acli “Mario Rimoldi” di Cassano Magnago ritiene che, se questa notizia venisse confermata, si creerebbe un grave disagio per gli utenti, e soprattutto per gli anziani che vivono nella zona che si troverebbero in maggiori difficoltà a raggiungere altre farmacie.
Riteniamo che anche una farmacia, come altri negozi di generi di prima necessità, sia da considerarsi un servizio essenziale e non vi possano essere ragioni economiche tali da giustificare scelte che danneggiano pesantemente i cittadini.
Tra l’altro, la decisione potrebbe avere anche dei risvolti legali in quanto dalle disposizioni di legge che regolano la materia (Rd 1265/1934, legge 475/1968, legge 362/991, Dpr 1275/1971) si evince che il principio fondamentale per la scelta dell’ubicazione della sede della farmacia, sia all’inizio dell’attività che per eventuali trasferimenti, è quello delle “esigenze degli abitanti della zona”. Il servizio farmaceutico, infatti, si connota per la preponderanza che, sull’aspetto meramente commerciale, assume il perseguimento dell’interesse pubblico alla tutela della salute, interesse al quale il primo non può non essere subordinato: a ciò consegue che, in caso di richiesta di autorizzazione al trasferimento di esercizio, prima di apprezzare la rilevanza ed, eventualmente, l’esistenza delle distanze prescritte dalla legge, l’amministrazione ha il dovere di valutare l’incidenza della modificazione della dislocazione territoriale sull’interesse dei fruitori del servizio, alla luce delle concrete peculiarità della specifica fattispecie (Tar Piemonte, Torino, sez. I, 6 aprile 2007, n. 1565).
A nostro avviso, inoltre, la scelta di sguarnire questa zona della città di una farmacia, evidenzia una volontà di rinunciare a favorire la rivitalizzazione del centro storico, che passa anche dal mantenere servizi che attirano i cittadini, incentivando il contesto commerciale e, quindi, creando condizioni di socializzazione e vita più buona.
Il centro storico sta languendo e ci chiediamo quali siano gli intendimenti dei nostri amministratori al riguardo. Si vuole forse far diventare la zona attinente la Piazzetta Don Filippo Spina un altro NONLUOGO come purtroppo avvenuto in Piazza Libertà con la creazione di una pseudo piazza che definire “scarsamente vissuta” è un eufemismo?
Ci auguriamo che le voci sul trasferimento della farmacia si rivelino non fondate. In caso contrario chiediamo fermamente che l’amministrazione comunale intervenga presso la dirigenza della municipalizzata per far valere l’interesse dei cittadini che è chiamata a rappresentare e tutelare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 settembre 2018
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