Nasce Prospettive culturali per Varese. “Sradichiamo l’ipocrisia dalla città”

Il Caffé Zamberletti di Varese ha tenuto a battesimo la nuova associazione nata da un'idea di Bruno Belli

Avarie

Il Caffé Zamberletti di Varese ha tenuto a battesimo la nuova associazione «Prospettive culturali per Varese». Tra i fondatori Bruno Belli, che in quel Caffé ha intrattenuto i varesini con i suoi incontri del “Venerdì”. Insieme a lui, in questa nuova avventura culturale, anche Giuseppe Terziroli, Paolo Franzato, Luca Boldetti, Mattia Colombo, Giuseppe Musolino e Flavio Pandolfo, assente durante la presentazione alla stampa e al pubblico.

«L’associazione vuole richiamare in modo serio l’attenzione sulla realtà storico culturale cittadina – spiega Bruno Belli – per potere creare un progetto e che tenga conto, in modo concreto, della società che compone il territorio varesino e varesotto, a fronte, soprattutto, del disinteresse e di alcune scelte errate che chi dovrebbe avere a cuore la città, amministrandola, sta facendo».

Il logo del sodalizio riassume efficacemente lo spirito del progetto. «L’ultimo tratto, in altezza, e la cuspide del Campanile del Bernascone – continua Belli – rappresenta il simbolo storico e culturale dell’intera comunità varesina e della città, abbracciato da un cuore biancorosso – i colori della città, a sua volta abbracciato dai quattro “punti cardinali” sui quali si dovrebbe poggiare un discorso serio che comprenda la pari considerazione e l’interazione delle parti che formano la società urbana e, più in generale, mondiale: civiltà, cultura, società e territorio, inscindibili tra loro per una crescita armonica».

La formula propositiva dell’associazione ha lasciato spazio anche a qualche critica rispetto alla gestione della cultura in città negli ultimi vent’anni. Paolo Franzato, con la delega alle attività culturali e creative dell’associazione, ha ricordato che «la cultura è un diritto di tutti, non un regalo». L’attore che con la sua scuola teatrale è attivo da oltre trent’anni sul territorio, ha inoltre sottolineato che «la cultura non è uno spot o una bandiera da sventolare buono solo durante le elezioni».
Franzato ha letto alcuni articoli di giornale ingialliti dal tempo per concludere che: «Le criticità sono sempre le stesse da trent’anni a questa parte,  Varese deve sradicarsi dalla sua ipocrisia».

L’associazione è libera a chiunque voglia associarsi ad essa anche altre associazioni tramite loro rappresentanti.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 settembre 2018
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