Pd all’attacco: “Questo governo taglia il futuro di Varese e delle periferie”

Il partito che sostiene il sindaco Galimberti rialza la testa e passa all'attacco di Lega e 5 Stelle per il taglio dei fondi per le stazioni, ottenuti con il bando per la riqualificazione delle periferie

direttivo pd varese

Il Partito Democratico di Varese passa al contrattacco nei confronti della Lega e del Movimento 5 Stelle con una campagna di comunicazione massiccia per far conoscere ai cittadini chi potrebbe seppellire per sempre il progetto di riqualificazione delle stazioni cittadine, uno stanziamento da 18 milioni ottenuto grazie al bando per la riqualificazione delle periferie lanciato dal precedente governo.

Manifesti sui muri, campagna social e sui media tradizionali per fare pressione affinchè la Lega ci ripensi al Senato e non confermi il taglio di soldi sui quali cento comuni italiani stanno facendo affidamento per riqualificare aree fortemente degradate come e più delle stazioni di Varese.

Luca Paris racconta come si è arrivati a tutto questo: «Con il blitz ad inizio agosto attraverso un emendamento al decreto Milleproroghe è stato tolto il finanziamento per il bando di riqualificazione delle periferie urbane. Si tratta di un durissimo colpo perchè con un tratto di penna ci tolgono 18 milioni di euro che avevamo ottenuto per una serie di opere e infrastrutture da realizzare in una zona degradata e insicura come quella delle stazioni. Si va a bloccare l’installazione di 75 telecamere, la nuova stazione bus, il centro diurno, il nuovo parcheggio, il nuovo sottopasso, la ristrutturazione degli edifici che si affacciano su piazzale Kennedy, la riasfaltatura della zona e molto altro. Il Pd non accetta questa decisione che va contro l’interesse della nostra città. Impegni presi tra Stato e comune che governo non vuole rispettare».

Per Luca Carignola i leghisti «sono stati bravi a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle cose che non stanno facendo. Oltre le chiacchiere, però, in concreto tolgono soldi ai territori che hanno sempre detto di difendere».

Per Pino Tuscano: «Questo taglio si ripercuoterà anche sull’intervento che Rfi sta eseguendo all’interno della stazione Fs: «Stanno investendo 10 milioni di euro sulla stazione di Varese. Questo stop rischia di inficiare anche questi lavori che erano integrati a quelli del progetto stazioni. Stanno demolendo due progetti in uno.
Per questo l’8 settembre saremo in presidio alla stazione per mostrare tutta la nostra rabbia contro questa assurda decisione».

Paolo Valenzano sottolinea come sia «assurdo bloccare questo tipo di interventi. Stazioni attendono intervento da decenni e finalmente dopo gli anni dei progetti faraonici e pieni di cemento ma senza investitori».

Per Angelo Zappoli «con Galimberti diciamo no ai grandi annunci mentre diamo spazio ai progetti che guardano al futuro. Va bene riparare la buca ma serve avviare riqualificazione».

Alessandro Renna, infine, si chiede «cosa vuole fare questo governo? Non propongono nulla ma mettono nei guai le amministrazioni come la nostra che hanno un bando aperto dal 9 agosto sulla base di un contratto firmato 10 mesi fa con il governo».

Le prossime tappe per cercare di salvare il progetto stazioni passeranno dal consiglio comunale di lunedì con la richiesta di un prestito ponte a Cassa depositi e prestiti per far partire i lavori e dall’incontro con Anci di settimana prossima, prima del passaggio al Senato del Milleproroghe dove, si spera, arrivino le modifiche che blocchino questa decisione: «Ci sono comuni veneti governati dalla Lega e dai 5 stelle che sono arrabbiatissimi con questo governo» – concludono.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 01 settembre 2018
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  1. Scritto da frenand

    “Questo governo taglia il futuro di Varese e delle periferie”, ma cosa può tagliare dopo che i politicanti PD nel passato governo hanno raso al suolo l’Italia? imitati, in piccolo, dall’attuale giunta a Varese

    1. Scritto da carlo196

      Mi pare che radendo al suolo l’Italia sia il nuovo Governo che si sta concentrando tutto sul fantomatico pericolo dell’immigrazione trascurando i veri problemi degli italiani che stanno pagando caro le incertezze e le impraticabili promesse elettorali basti vedere il raddoppio dello spread dal giorno delle elezioni ad oggi (da 144 a 290). Logicamente per i nuovi arrivati al potere è tutta colpa della UE e di forze oscure che tramano contro l’Italia.

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