Si accende la settimana dell’amore nelle valli varesine

Per i cervi scocca il timer biologico dell’accoppiamento e i boschi a nord di Varese si riempiono di suoni notturni difficilmente percepibili solo 10 anni fa. Occhio alle strade: è il momento più pericoloso

Avarie

Il suono emesso non è dei più invitanti, a metà strada fra un muggito e un nitrito, molto baritonale. Ma è uno dei tanti rumori che la natura dispensa per dare voce alla vita: è il bramito che serve al cervo per cercare una compagna.

Un messaggio che vale anche ai rivali: sono qui, state alla larga, altrimenti dovrete vedervela coi miei palchi (impropriamente vengono chiamati corna).

E in questi giorni nelle montagne della provincia, nelle valli tutt’altro che impenetrabili che si dipanano dai laghi prealpini, è tutto un bramire.

«È il concerto d’amore dei cervi, e ce ne sono tantissimi – spiega Luca Visconti, il veterinario fra i principali esperti di questi animali che ha registrato il bramito dei cervi in libertà nelle valli varesine (FILE AUDIO QUI SOTTO) – . Siamo nel pieno della stagione dell’amore e basta avvicinarsi ai boschi delle nostre valli per sentire questi bramiti che fino a pochi anni fa erano suoni sconosciuti da queste parti».

I posti dove ascoltarli? Le alture della Valcuvia e della Valtravaglia, la Valganna, valli Veddasca e Dumentina. Ma i cervi sono davvero numerosi in provincia e si spingono sempre più a sud nel parco Pineta, nel parco del Ticino e in zone fortemente antropizzate: se ne sono trovati nei cortili delle case a Gallarate e a Busto Arsizio, e proprio questo è il momento che li rende più indifesi: tanto testosterone nel sangue, palchi (le corna) ben piantati fino a primavera, non si rendono conto dei pericoli e vengono centrati dalle auto: animali che pesano anche due quintali e mezzo e che si sommano all’abbondanza di altri selvatici delle valli (di cui abbiamo diffusamente parlato illustrando le statistiche sugli incidenti stradali con gli ultimi dati disponibili).

Per sapere con una certa precisione quanti di questi animali sono presenti in provincia vengono fatti due censimenti: uno, cosiddetto “al bramito” si fa proprio in questi giorni e grazie ad un gran numero di volontari, tra cui molti cacciatori e studenti universitari, il territorio viene diviso in zone e si rimane in ascolto tutta la notte.

Il territorio viene diviso in più zone e i volontari sono dotati di una scheda su cui sono segnate le coordinate geografiche e l’orario dell’ascolto. Alla fine i dati vengono incrociati e si eliminano le sovrapposizioni, così da arrivare al numero preciso dei maschi.

Lo stesso, ma a vista, avviene per il censimento primaverile, quello fatto nei boschi, ancora privi di foglie.

«Questo è un momento davvero magico per i nostri boschi e sono presenti diversi appassionati che si muovono nelle valli all’imbrunire per ascoltare – spiega Visconti. Basta dotarsi di un po’ di pazienza, ci si addentra nelle strade secondarie salendo dal fondovalle, e si sentono. Il periodo incomincia dal 20 di settembre e arriva fino ai primi di ottobre».

Vale per i tecnici del mestiere, i veterinari specializzati che seguono l’evolversi della presenza di questi animali, una volta scomparsi del tutto e immessi poi alcune decine d’anni fa: qui hanno trovato boschi abbandonati e assenza di predatori, fattori che hanno portato ad un incremento annuo che supera il 20 per cento, tanto che nell’ultimo censimento disponibile, quello 2017 risulta che i capi di questa specie, nel solo comprensorio nord, arrivano a oltre 800 unità.

Ma questa scampagnata sembra piacere anche ai tanti appassionati di natura che colgono l’occasione per farsi un giro, magari con le prime luci dell’alba per ascoltare i richiami amorosi solo dieci anni fa impensabili da queste parti: per ascoltare il cervo in amore si andava in Trentino, o in Valtellina, dove esiste un’economia stagionale che gravita attorno a questo fenomeno naturale.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 25 settembre 2018
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