Vaccinazioni e sport: la campagna legata al rinnovo dei certificati medici

Per la prima volta, un centro medico sensibilizzerà i propri pazienti sul tema delle vaccinazioni. Al momento dell'annuale visita sportiva sarà sottoposta la scheda anamnestica

visita sportiva

Immunità di gregge, copertura vaccinale. Se ne parla molto, almeno dall’entrata in vigore della Legge Lorenzin che obbliga a vaccinare i minori. Chi, però, ha superato l’età dell’adolescenza spesso non prende in considerazione la propria immunità, soprattutto per alcune malattie pericolose come il tetano.

Il discorso dell’attenzione al proprio stato di salute è rientrato, così, nella più ampia visita medica a cui si devono sottoporre annualmente gli sportivi, giovani e meno giovani, a cui è richiesto il certificato che garantisca l’idoneità fisica. Cuore, postura, vista, fiato e, ora, anche vaccinazioni.

Il primo centro medico ad aver raccolto l’invito ad avviare una campagna di sensibilizzazione è il San Nicola di Tradate: « Il tutto è inquadrabile nell’ambito di un generale sforzo culturale e di moral suasion sul tema della prevenzione vaccinale che da due anni attraversa trasversalmente il mondo della Scienza, della Medicina, degli Operatori Sanitari (Carta di Pisa), della scuola (Decreto dell’obbligo) e, a questo punto, anche dello Sport – spiega la pediatra Clelia Guarraggi  Gli atleti e i praticanti sportivi possono essere infatti a maggior rischio: a) immunologico (è noto che a seguito di un’intensa attività sportiva può aumentare la suscettibilità alle infezioni batteriche e virali causata dalla riduzione dell’immunità umorale e cellulo-mediata); b) connesso alla vita di comunità (gli atleti, soprattutto degli sport di squadra, svolgono parte della loro attività in contesti caratterizzati dalla frequentazione di spazi confinanti come spogliatoi, palestre, piscine, spazi comuni ecc., e a stretto contatto tra di loro. La vita di comunità può favorire la trasmissione di agenti infettivi, in particolare per via aerea, come il morbillo e la varicella)».

In concreto, agli sportivi che si presentano per l’annuale visita, viene consegnata una scheda anamnestica in cui si ricapitola il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale. Il fine è quello di stimolare ognuno a richiedere, nel caso ne fosse sprovvisto, il proprio certificato all’Ats di riferimento. Una volta identificate le eventuali coperture vaccinali mancanti, verrà proposta la possibilità di effettuare le dosi nello stesso centro a costi calmierati.

Le raccomandazioni valgono per tutti: per quanti svolgono attività all’aria aperta in bicicletta o di corsa, e a chi pratica sport di squadra dove “lo spogliatoio” costituisce un ambiente che amplifica i potenziali contagi.

Il centro polispecialistico San Nicola, è il primo centro italiano a usare il servizio di Medicina dello Sport per la raccomandazione/esecuzione delle vaccinazioni per bambini, adolescenti e adulti,  in applicazione delle linea guida congiunte Siti (Società Italiana d’Igiene e Prevenzione)/Fmsi (Federazione Nazionale Medicina dello Sport) per la profilassi vaccinale dei tesserati alle federazioni del Coni  e fatte proprie nel recente (luglio 2018) “il manuale del medico del calcio” del Prof. Volpi, responsabile dello staff medico dell’Inter.

  « Il centro San Nicola – sottolinea la dottoressa Guarraggi –  fa proprio lo spirito di “empowerment dei cittadini” del PNPV. È importante promuovere lo sviluppo di una vera e propria cultura vaccinale, atta a sviluppare nel cittadino una maggiore consapevolezza circa le potenzialità delle vaccinazioni e a contrastare, invece, il diffondersi di fuorvianti falsità e pericolosi pregiudizi. Per aumentare e consolidare sempre più le coperture vaccinali, è necessario intraprendere azioni di educazione sanitaria, responsabilizzazione ed empowerment dei cittadini».

Il tema delle “vaccinazioni nel mondo dello sport”  verrà trattato ampiamente il prossimo 20 ottobre nel corso di un convegno sul tema che si terrà a Varese.

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Pubblicato il 27 settembre 2018
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