Accordo Whirlpool, la rsu (tranne la Fim) promuove il ministero

Le rsu di Fiom e Uilm dello stabilimento di Cassinetta di Biandronno esprimono soddisfazione per l'accordo raggiunto con la multinazionale americana e attribuiscono un ruolo positivo anche al ministero dello Sviluppo economico

whirlpool

«L’accordo firmato da una parte chiude quello passato della fusione con Indesit, dall’altra guarda decisamente al futuro».  Matteo Berardi, rsu (rappresentanza sindacale unitaria) della Fiom alla Whirlpool di Cassinetta di Biandronno, è più che soddisfatto. La partita degli investimenti che ammontano a 250 milioni di euro, di cui 47 destinati al sito varesino, secondo il sindacalista, rappresenta la vera ipoteca per il futuro. «Molti di questi soldi – continua Berardi – serviranno a fare ricerca e sviluppo per nuovi prodotti. Un segnale importante per il nostro stabilimento che rappresenta il polo Emea per l’incasso di caldo e freddo». (nella foto sopra la rsu di Cassinetta di Biandronno)

Sulla questione degli esuberi, il sindacato porta a casa un risultato importante: niente licenziamenti fino al 2021, uscite solo su base volontaria con incentivi all’esodo. «Su questo punto – sottolinea Chiara Cola rsu della Uilm – le parti sociali e il ministero dello Sviluppo economico hanno fatto un buon lavoro, perché l’accordo prevede, oltre agli incentivi all’esodo, anche il superamento del blocco degli ammortizzatori sociali voluto dal Jobs Act». Una scelta che, alla luce dell’accordo, trasforma la cassa integrazione da strumento di difesa e assistenza a strumento di politica industriale. «La deroga non era così scontata all’inizio della trattativa – continua la sindacalista – Così come non era scontato il fatto che alcune produzioni trasferite in Polonia, come lavatrici e asciugatrici, tornassero in Italia. Nel passato avveniva il contrario. A questo quadro positivo aggiungerei i tempi brevi dell’intesa».

«Se parliamo di politica industriale – aggiunge Berardi – questo accordo ne è un buon esempio. Sia ben inteso: il mio giudizio si ferma all’accordo sottoscritto, sulla politica complessiva di questo Governo aspettiamo i risultati prima di giudicare».

La Fim Cisl ha invece criticato l’atteggiamento del ministero e del ministro Di Maio che, secondo la segretaria nazionale Alessandra Damiani, si sarebbe preso meriti che non gli spetterebbero, in quanto i presupposti di questo accordo erano già stato costruiti dal ministro allo Sviluppo economico del governo Renzi.

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Pubblicato il 26 ottobre 2018
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