Approvata la proroga dell’attività medica “intramoenia” allargata

La maggioranza ha approvato la proroga di 5 anni del divieto di ricevere in studi privati da parte di medici ospedalieri. Dure critiche dall'opposizione

commissione sanità sui temi dei dializzati

La Commissione Sanità della regione Lombardia ha approvato nella seduta che si è svolta oggi il progetto di legge presentato dalla Giunta regionale che introduce alcune modifiche alla legge 23 di riforma del sistema sociosanitario regionale e che sarà portato in Aula per la sua approvazione definitiva nella seduta già calendarizzata per martedì 20 novembre.

Hanno votato a favore gli esponenti dei gruppi Lega e Forza Italia e Viviana Beccalossi del Gruppo Misto, contrari PD, M5Stelle, Lombardi Civici Europeisti e +Europa.  

Al progetto di legge in esame erano abbinati anche altri due progetti di legge presentati rispettivamente dal M5Stelle e dal Consigliere regionale Samuele Astuti (PD), entrambi focalizzati sulla necessità di portare l’Ospedale di Angera all’interno della ASST dei Sette Laghi, ipotesi fortemente sostenuta anche dallo stesso Presidente Monti e motivata con la necessità di ricondurre il presidio di Angera al proprio territorio di riferimento e al proprio bacino di utenza.

La modifica, una volta approvato il provvedimento in Consiglio regionale, entrerà in vigore dal 1 gennaio 2019.

Nel corso della seduta odierna di Commissione sono stati approvati alcuni emendamenti presentati dal Presidente e relatore Emanuele Monti. Il primo si pone l’obiettivo di attivare con funzioni piene e rilanciare così concretamente l’agenzia di promozione del servizio sociosanitario lombardo a livello nazionale e internazionale, non più come realtà a se stante ma riconducendo tale attività direttamente nell’ambito della Direzione generale competente in seno all’Assessorato regionale.
Con il secondo emendamento, viene autorizzato per un quinquennio in via sperimentale lo svolgimento dell’attività libero professionale con le modalità dell’intramoenia allargata: «
La sperimentazione dello svolgimento dell’attività libero-professionale con le modalità dell’intramoenia allargata  – commenta il presidente della Commissione sanità Emanuele Monti – porterà a maggiori controlli e trasparenza sull’attività degli operatori del settore esattamente il contrario di quanto sostiene l’opposizione, che non ha capito la bontà del provvedimento approvato».

Gli altri due emendamenti presentati dal relatore prevedono infine l’inserimento delle aree di montagna nella rete della formazione medico specialistica e danno mandato alla Giunta di definire una quota specifica di borse di studio aggiuntive da destinare specificatamente alle zone montane.
L’istituzione di borse di studio aggiuntive per i medici di Medicina Generale e di contratti aggiuntivi per gli specializzandi sono dettate dall’evidenza che oggi il numero dei nuovi specialisti e dei nuovi medici di Medicina Generale copre a mala pena la metà dei pensionamenti, con inevitabili ripercussioni negative sulla possibilità di garantire un adeguato livello di servizi; con l’intervento proposto, Regione Lombardia intende farsi carico del finanziamento di tali contratti e borse di studio aggiuntivi rispetto a quelli finanziati dal Ministero, prevedendo al contempo le condizioni necessarie per favorire la permanenza dei beneficiari nell’ambito del servizio sanitario regionale.

La bocciatura  dei consiglieri regionali del PD Gianni Girelli e Samuele Astuti è decisa e senza appello: « Mai come  in questo caso- commentano i consiglieri- il nostro no  al testo votato in commissione è stato deciso.   Aver eliminato l’obbligo di controllo annuale sui bilanci dei privati accreditati sta a significare la volontà politica di fare un passo indietro rispetto alla trasparenza e comporta il rischio di un ritorno a scandali, quali quelli del San Raffaele e della Maugeri,  che in passato abbiamo già visto troppo volte. Come se non bastasse  il testo porta a un ritorno alla discrezionalità della politica nelle nomine.  Nella selezione dei direttori generali è stata infatti eliminata la prova scritta, l’unica  in forma anonima, che era garanzia  di scelte trasparenti e meritocratiche. Aver prorogato per  cinque anni l’intramoenia allargata, ossia la possibilità di svolgere l’attività professionale fuori dalla struttura pubblica va contro la normativa nazionale  che ne prevede la sospensione  ed è  stata più volte oggetto di indagini della guardia di finanza».

 Sull’insufficienza dei controlli dei bilanci si è soffermato anche il Movimento 5 Stelle: «Il rischio –ha detto Marco Fumagalli– è che possano ripetersi nuovamente casi come quelli di Maugeri e San Raffaele».

Nel corso della discussione tutti gli emendamenti dell’opposizione, salvo uno, sono stati respinti, compreso quello di +Europa con Emma Bonino  in cui si chiedeva di portare da tre a cinque anni la durata minima della permanenza in servizio presso ospedali lombardi dei medici che vinceranno le borse di specializzazione aggiuntive pagate con i soldi dei cittadini lombardi.  Nell’imbarazzo della maggioranza, e della Lega in particolare, Emanuele Monti, leghista presidente di commissione, ha ufficializzato il parere contrario della propria parte politica alla proposta di Michele Usuelli.

 Il consigliere Usuelli ha così commentato l’esito dei lavori: «Nel merito riteniamo gravissima la scelta di abolire il test anonimo per il concorso al ruolo di  Direttore generale, uno strumento che ha garantito un po’ di imparzialità nella valutazione e si è rivelato efficace nella scorsa tornata di nomine.  Altrettanto grave è la decisione di cancellare il controllo da parte della Giunta regionale dei bilanci delle strutture private accreditate che, in quanto tali, ricevono finanziamenti dalla Regione; valutare periodicamente la solidità di queste strutture che svolgono un ruolo molto importante,  permette una programmazione più efficace, una migliore conoscenza dei partners. Rinunciare come giunta alla responsabilità di conoscere i bilanci delle aziende private convenzionate, lasciando che i bilanci siano validati dalle ATS significa confondere i ruoli tra chi deve gestire e chi deve controllare»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2018
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