Il bilancio partecipato arriva a scuola: “La partecipazione diretta sarà tra i banchi”

I licei Crespi e Candiani di Busto e Curie di Tradate sperimenteranno il bilancio partecipato tra gli studenti: "Sarà una piccola scuola di partecipazione"

bilancio partecipato

È stato testato nei comuni, lo stanno sperimentando alcune aziende e adesso arriverà anche a scuola. È il bilancio partecipato, quella modalità di gestione finanziaria che assegna una quota di risorse alla gestione diretta dei cittadini, e che verrà sperimentato nei licei Crespi e Candiani di Busto Arsizio e al Curie di Tradate.

«Sarà un progetto di alternanza scuola lavoro -spiega Cristina Borracchi, dirigente del classico e linguistico di Busto- in cui i ragazzi avranno a disposizione una certa somma di qualche migliaio di euro per realizzare ciò che vorranno, individuando obiettivi e priorità». Una libertà che sarà praticamente totale: «saranno gli stessi ragazzi a scegliere i 10 studenti che daranno vita al progetto in ogni scuola e saranno sempre loro a gestire, organizzare e informare gli altri studenti».

Certo non saranno lasciati da soli. Alle spalle avranno i consulenti di BiPart, una start up che si occupa appunto della diffusione di questo modello di gestione finanziaria, che attraverso incontri di formazione ad hoc aiuterà i ragazzi ad impostare e realizzare il loro progetto.

«Il valore aggiunto di questo percorso è che i ragazzi non potranno pensare ad una scuola ideale con piscine o infiniti campi da calcio -precisa Andrea Monteduro, preside del Candiani- ma dovranno confrontarsi con la realtà di risorse e coperture che sono, per definizione, scarse. Io credo davvero che questo sia il futuro della politica, il futuro della partecipazione». Un progetto che oltre a Busto coinvolgerà anche Tradate, con il Marie Curie. «Io sono arrivato quest’anno -spiega il nuovo dirigente, Gian Paolo Residori- e la prima cosa che ho detto ai ragazzi è che loro dovranno essere il futuro di questo Paese. Con il bilancio partecipato quelle parole trovano concretezza».

Generico 2018

Questa «piccola scuola di partecipazione», come la definisce Cristina Boracchi, come funzionerà nel concreto? Per prima cosa i ragazzi dovranno individuare il team che si occuperà di questo percorso al quale poi saranno affidate le risorse che stanzierà ogni singolo consiglio di istituto. Inizierà poi il percorso vero e proprio che spazierà dall’impostazione del modello di business di un’impresa sociale per arrivare fino alla comunicazione dei progetti, passando naturalmente per le analisi del budget e le attività di monitoraggio. «Vogliamo che questo sia un percorso che si diffonda in tutte le scuole -chiosa Boracchi- perchè sarà davvero un modo per i ragazzi per realizzare ciò che sognano attraverso la partecipazione diretta».

 

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 12 ottobre 2018
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