“Vedere quello che nessuno ha mai visto: l’Uomo e lo Spazio”

La Società Astronomica “G.V.Schiaparelli” ha organizzato una conferenza venerdì 19 ottobre, alle ore 21, presso il Salone Estense del Comune di Varese

Palazzo Estense

Quante volte abbiamo ammirato un cielo stellato o una notte di Luna piena? Quante volte abbiamo camminato con il naso all’insù per riconoscere l’Orsa Maggiore, Arturo oppure Giove? Per l’uomo, cielo e universo sono sinonimi: osservando il cielo, cerchiamo risposte a domande quali chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo.

Per rispondere almeno in parte a queste grandi domande la Società Astronomica “G.V.Schiaparelli” che gestisce l’Osservatorio di Campo dei Fiori, ha organizzato una conferenza venerdì 19 ottobre, alle ore 21, presso il Salone Estense del Comune di Varese, in via Sacco. Titolo della conferenza è “Vedere quello che nessuno ha mai visto: l’Uomo e lo Spazio”. Relatrice sarà la dottoressa Michela Prest, docente di Scienza ed Alta Tecnologia all’Università dell’Insubria.

Millenni di osservazioni a occhio nudo, 400 anni di astronomia con i telescopi e sessant’anni di esplorazione dello spazio hanno portato i fisici a capire come l’universo risponda alle nostre domande in molteplici lingue diverse: non solo luce visibile, ma l’intero spettro elettromagnetico, dalle onde radio ai raggi gamma, e un esercito di particelle elementari, messaggeri di fenomeni non completamente compresi e legati ai grandi enigmi non ancora risolti (perché siamo fatti di materia e non di antimateria? Com’era la materia nel primo secondo di vita dell’Universo? Che cosa sono materia ed energia oscura?).

Alcuni di questi messaggeri sono particolarmente difficili da “catturare” e hanno spinto i fisici a costruire “occhiali” dedicati per osservarli: satelliti gamma e X al di sopra dell’atmosfera per catturare raggi senza carica che permettono di identificare sorgenti sconosciute; intere miniere riempite d’acqua, i ghiacci dell’Antartide, l’acqua del Mediterraneo per “vedere” gli innumerevoli neutrini che ci attraversano come fantasmi e che hanno una bassissima probabilità di interagire; enormi specchi che catturano la luce prodotta da raggi cosmici di altissima energia, forse briciole di quello che è stato il Big Bang.

Dal satellite italiano AGILE alle 50000 tonnellate di acqua pura di Kamioka, in un viaggio attraverso la nostra storia che ci fa capire come questi “occhiali”, capaci di leggere libri scritti miliardi di anni fa, siano il punto di partenza per il nostro futuro.

Questa conferenza fa parte del ciclo di manifestazioni “Tra Cielo e Terra”, che comprendono giornate tematiche all’Osservatorio, conferenze e molto altro. Il programma completo è consultabile sul sito della “Schiaparelli”: www.astrogeo.va.it.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2018
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