Equilibrio vita-lavoro, Confartigianato entra nella rete dell’Ats: tre incontri pubblici

Avviato di un ciclo di incontri. Colombo: "in futuro sarà questo equilibrio, combinato ad azioni di sistema, a delineare la geografia del lavoro e dello sviluppo"

confartigianato imprese varese

«L’equilibrio vita-lavoro è una strada di non ritorno per tutti, imprese e territori. In futuro sarà questo equilibrio, combinato ad azioni di sistema, a delineare la geografia del lavoro e dello sviluppo».

Mauro Colombo, direttore generale di Confartigianato Imprese Varese introduce così l’obiettivo che l’associazione di viale Milano intende perseguire nei confronti delle Pmi e degli attori del territorio anche attraverso l’adesione alla Rete territoriale di conciliazione vita-lavoro che vede come capofila l’Ats dell’Insubria. E l’avvio di un ciclo di incontri – tre solo da qui alla fine dell’anno – per accrescere il tasso di sensibilità delle Pmi.

È d’altronde un meccanismo a incastro quello che lega aziende e territori. Un meccanismo oliato dal raggiungimento – sempre più importante – del bilanciamento ottimale tra tempi della vita e tempi del lavoro, sia in azienda che fuori. Anche grazie al coordinamento tra enti pubblici e privati. E su questo il lavoro da fare è tanto e fondamentale.

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«Per favorire questa evoluzione, che in alti paesi è già strutturale, occorre infatti che il sistema sia in grado di operare in sinergia, per non lasciare le aziende sole nel perseguire tali obiettivi e per non aprire la forbice delle disparità» prosegue Colombo, ricordando come l’associazione si sia mossa anche nel concreto «mettendo in atto negli anni un insieme di azioni che hanno consentito di maturare esperienze e know how che trasferiremo alle piccole e medie imprese, agli enti pubblici, ai territori nel loro insieme e a tutti coloro che sono chiamati a garantire livelli di benessere e competitività territoriale sempre più elevati».

«Conciliazione è salute – conferma il responsabile coordinamento Reti dell’Ats Insubria, Marco Orsenigo – credo che questo concetto sia fondamentale da comprendere. Adottare strategie per facilitare la compatibilità fra tempi di lavoro e impegni familiari dei dipendenti ha ricadute positive incalcolabili, in termini di benessere e anche economici, ma prima di tutto a livello di salute: fosse solo per questo diventa prioritario anche per le piccole realtà avviare progetti di conciliazione».

I PRIMI AD ADERIRE SIAMO STATI NOI
La scelta di Confartigianato, in questo senso, è di testimonianza e azione, «anche in forza del fatto che la conciliazione dei tempi di vita-lavoro e le formule di welfare aziendale, anche a chilometro zero, sono state rafforzate a beneficio degli oltre 250 dipendenti del sistema Confartigianato Varese (Artser, anche di Vigevano e Mortara e QuiCredito) e lo strumento della piattaforma welfare realizzata ad hoc che con la ratifica di un accordo integrativo aziendale.

«Oggi aggiungiamo ulteriore valore allo strumento della piattaforma welfare e ci proponiamo di aggiungerne sempre di più in futuro, sia attraverso gli strumenti che già sono a disposizione delle imprese (Fondazione San Giuseppe, Moa, bilateralità, formazione, alternanza scuola-lavoro, servizi per l’autoimprenditorialità e l’innovazione) sia introducendone, via via, di nuovi» rileva la responsabile di AreaLavoro, Lucia Pala. «Non attività finalizzate al solo beneficio economico ma indirizzate a moltiplicare il valore di ciascuna singola azione compiuta dalle piccole e medie imprese, alle quali dare anche una corretta informazione nel merito di ciò che questo può comportare». Aziende portatrici di valore nel lungo periodo, insomma, e costruttrici di opportunità future. Non semplici erogatrici di benefit.

AUMENTARE LA COMPETITIVITA’ DEL TERRITORIO
D’altronde, percorrere questa strada è determinante per lo sviluppo delle Pmi stesse e la competitività di intere aree, come la provincia di Varese, che nel futuro dovrà sfoderare armi affilate per non soccombere al pressing del Canton Ticino da un lato e dell’area metropolitana milanese dall’altro: «Territori ricchi, forti e attrattivi ai quali dobbiamo rispondere seminando benessere e facendo in modo di raccogliere frutti positivi in tempi brevi per i lavoratori tutti e, in particolare, per i giovani, che ricercano più di altri forme di conciliazione e welfare di elevata qualità» prosegue Colombo.

Il caso della fuga di professionalità verso la Svizzera che sta impoverendo il Luinese è il paradigma di quanto la capacità di mantenimento dei talenti passi anche da equilibrio tra vita e lavoro, welfare e wellbeing, oltre che dall’intervento normativo per l’incremento del netto in busta a favore dei lavoratori al quale Confartigianato Varese sta lavorando da oltre un anno.

TRE INCONTRI: SARONNO, GALLARATE E VARESE
«In questo senso – riferisce la responsabile Risorse Umane, Monica Nizzolini – consideriamo fattore strategico l’essere parte di una rete, alla quale cercheremo di contribuire da subito attraverso tre incontri che porteranno da Saronno a Gallarate fino a Varese le tematiche della flessibilità organizzativa, dell’equilibrio vita-lavoro, del welfare aziendale e dei relativi sgravi contributivi, della contrattazione territoriale e degli accordi di secondo livello.

Come quello sottoscritto il 9 agosto dal dg Mauro Colombo e Filcams Cgil per mettere a sistema le azioni di conciliazione: dalla flessibilità oraria, alla piattaforma welfare, dall’estensione del congedo parentale e di paternità alla possibilità di godere delle ferie a ore fino alla mutua ospedaliera: «Un riconoscimento per chi ha contribuito a far crescere questa organizzazione e un vantaggio diretto e indiretto a beneficio del territorio, sia di Varese che della Lomellina».

CRESCE LA VOGLIA DI WELFARE: Il 50% VUOLE FARE DI PIU’
D’altronde il terreno, mai come in questo periodo, può dirsi fertile. Riporta il Welfare Index che oltre il 50% delle imprese vuole accrescere nei prossimi 3-5 anni il benessere dei lavoratori in particolare negli ambiti della salute, dell’assistenza, della conciliazione vita lavoro, della formazione e della mobilità sociale. Il tutto in forza di un dato di fatto: se nel 2016 solo il 25,5% delle Pmi aveva esplorato almeno quattro dei dodici ambiti del welfare aziendale (previdenza integrativa, servizi di assistenza, conciliazione vita e lavoro, sostegno ai genitori, formazione per i dipendenti, cultura e tempo libero, sicurezza e prevenzione degli incidenti, sanità integrativa, polizze assicurative, sostegno economico ai dipendenti, sostegno all’istruzione di figli e familiari, sostegno ai soggetti deboli e integrazione sociale, welfare allargato alla comunità), oggi la quota è salita al 41,2%.

DALL’ACQUISTO ALIMENTARE AI SERVIZI PER NIDO E TRASPORTI
«Dati che, da pionieristici, vogliamo diventino strutturali» aggiunge Colombo. Fornendo, a partire dall’esperienza diretta di Confartigianato Varese, occasioni di accrescimento del valore a misura di Pmi.

Le politiche governative e territoriali negli anni hanno recepito l’importanza del time management e dell’equilibrio vita-lavoro ma restano le difficoltà, come testimoniano le esperienze quotidiane delle imprenditrici e delle donne impiegate nelle piccole e medie imprese. «Serve un ulteriore scatto in avanti e questa Rete lo è».

Da oggi, dunque, si ricomincia a lavorare, forti di una certezza: il capitale umano determina il successo di un’area, di un’impresa e di un contesto economico e sociale.

GLI INCONTRI (ORE 16-20)

6 novembre: La flessibilità organizzativa per l’equilibrio vita-lavoro (Starhotels Grand Milan – via Varese, 23 – Saronno)

20 novembre: Welfare aziendale e sgravi contributivi (Sala Convegni – viale Milano 69 – sede Confartigianato Imprese Varese – Gallarate)

4 dicembre: Contrattazione territoriale e accordi di secondo livello (Sala Turri – viale Milano 5, sede Confartigianato Imprese Varese – Varese)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 ottobre 2018
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