Eremo di Santa Caterina del Sasso, la “battaglia” legale non è ancora finita

Respinto il ricorso al Tar degli Oblati, l'associazione benedettina si è rivolta al Consiglio di Stato: tutto rimandato al 14 novembre. Le elezioni provinciali del 31 ottobre potrebbero cambiare le carte in tavola?

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Eremo di Santa Caterina del Sasso, la “battaglia” legale tra Provincia e Oblati di San Benedetto non è ancora finita.

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I frati della Fraternità francescana di Betania aspettano, sono pronti a subentrare (dallo scorso marzo) ed anche l’attuale amministrazione provinciale è pronta da mesi al cambio di gestione. Ma c’è da attendere un altro grado di giudizio.

L’annuncio era stato dato ad inizio 2018 e il cambio sarebbe dovuto diventare operativo al 30 marzo, allo scadere cioè della convenzione quinquennale tra Provincia e associazione degli Oblati di san Benedetto. Gli Oblati hanno prima presentato ricorso al Tar della Lombardia, rigettato per i seguenti motivi:

“Ritenuto, a un sommario esame, proprio di questa fase di giudizio, che il ricorso non sia assistito da apprezzabili profili di fondatezza;
ritenuto, in particolare, che l’Associazione ricorrente sembrerebbe non avere più titolo per permanere nel godimento dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso, stante la cessazione di efficacia della concessione pubblica del bene di proprietà dalla Provincia;
ritenuto, altresì, che, in disparte ogni altra questione, l’esercizio del culto presso il complesso religioso medesimo dovrebbe essere assicurato da altro istituto religioso all’uopo individuato dall’Arcivescovado di Milano;
ritenuto conseguentemente che non sussistono i presupposti per l’accoglimento della domanda cautelare e che le spese della fase del giudizio vadano regolate sulla base del criterio della soccombenza.

P. Q. M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), respinge la domanda cautelare.
Condanna l’Associazione Oblati di S. Benedetto a rifondere alla Provincia di Varese le spese della presente fase cautelare del giudizio, che liquida in complessivi Euro 1.000,00, oltre gli accessori di legge.
La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 11 ottobre 2018 con l’intervento dei magistrati:

Angelo Gabbricci, Presidente
Elena Quadri, Consigliere
Alessandra Tagliasacchi, Primo Referendario, Estensore”.

Gli avvocati degli Oblati hanno quindi presentato ricorso al Consiglio di Stato, ultimo grado di giudizio: tutto è quindi congelato fino al 14 novembre prossimo, quando ci sarà il verdetto finale, si spera.

Nel frattempo, però, il 31 ottobre sono previste le elezioni provinciali che potrebbero in qualche misura cambiare le carte in tavola, se la nuova amministrazione, qualora cambiasse il colore politico al vertice di Villa Recalcati, decidesse di tornare sui propri passi e cambiare le sorti della gestione dell’Eremo.

Da novembre (fino a febbraio) entra poi in vigore il nuovo orario invernale. L’Eremo resterà chiuso nei giorni feriali, mentre sarà aperto sabato, domenica e nelle festività dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17, con apertura tutti i giorni dal 23 dicembre al 6 gennaio: vedremo in concreto chi sarà a gestire l’Eremo nel prossimo futuro.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2018
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