Fondazione Molina: Pallino rassegna le dimissioni, ma…

Verificati i curriculum dei nuovi consiglieri di amministrazione, atto necessario per rendere valido il decreto di nomina, è arrivato il momento delle dimissioni del commissario straordinario dell’Istituto, ma non tutto è risolto

Molina commissario Pallino

Verificati i curriculum e accertata la mancanza di incompatibilità degli nominati – atto necessario, secondo il decreto di nomina dei nuovi consiglieri di amministrazione, per rendere efficace il provvedimento – è arrivato il momento delle dimissioni del commissario straordinario dell’Istituto Molina, Carmine Pallino.

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Il commissario ha rassegnato le sue dimissioni, con un messaggio ad ATS Insubria e alla Fondazione Molina, dopo avere ricevuto una comunicazione dal comune di Varese, siglata dal sindaco, che attesta come «il responsabile del procedimento ha positivamente verificato la veridicità delle dichiarazioni rese dai nominati alla carica di componente del consiglio di amministrazione della fondazione “Fratelli Paolo e Tito Molina” , quindi da oggi il decreto (di nomina dei consiglieri, ndr) è efficace e il consiglio di amministrazione operativo. Pertanto (…) la proroga del commissario straordinario ha cessato di produrre i suoi effetti».

Preso atto della situazione, il commissario straordinario ha quindi rimesso l’incarico. Ora sarà ATS a decidere come proseguire e la decisione non è scontata perché di fatto il CdA presieduto da Campiotti non è mai stato revocato. Su questo ci sono interpretazioni diverse.

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Ma cosa succede al consiglio precedente? A dirlo, è lo stesso decreto di nomina dei nuovi consiglieri, che nelle premesse fa una piccola cronistoria della vicenda che lo riguarda: innanzitutto, ricordando il provvedimento del Direttore Generale di ATS insubria del 25.11.2016, con cui è stato disposto di “sciogliere l’organo di amministrazione della Fondazione fratelli Paolo e Tito Molina Onlus” che allo stato è ancora pienamente efficace, visto che il giudice amministrativo non ne ha chiesto ne l’annullamento ne la sospensione.

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Il testo del decreto poi ricorda anche che ATS, con una nota del 26 aprile scorso, ha comunicato al comune di Varese che non avrebbe provveduto al rinnovo del Commissario straordinario, ritenendo conclusa la sua attività. La stessa Ats però ha poi scelto di prorogare il commissario straordinario per l’impossibilità, in tempi stretti, del Comune di Varese di portare a termine per tempo i procedimenti per le nuove nomine.

Una volta ufficializzate le nomine l’ultimo passo prima di considerare concluso il lavoro del commissario Pallino, da farsi entro 15 giorni dalla definizione dei nuovi consiglieri, era quello di verificare i curriculum consegnati dei candidati in modo da accertare che non ci fossero eventuali incompatibilità. Conclusa la verifica, il nuovo consiglio di amministrazione è efficacemente nominato “fino a prova contraria”. Ed è proprio su questo che Pallino formula alcuni dubbi.

“Il rischio di un nuovo ricorso del vecchio CdA è reale perché non essendo decaduto e la sua scadenza naturale fissata al marzo del 2020, non è da escludere che una sentenza del Consiglio di Stato a loro favore li riporti a guidare il Molina. Per questo ho rassegnato le dimissioni alla sola ATS che dovrà prendere una decisione”

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 ottobre 2018
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