«Gli orrori della guerra servano a dare lungimiranza alla politica»

Il resoconto del professor Carlo Banfi dopo la sentita cerimonia per rendere omaggio a cinque partigiani caduti

Avarie

Lunedì 8 ottobre davanti al cimitero di Brissago Valtravaglia si è tenuta la commemorazione per i cinque giovani partigiani – Giampiero Albertoli, Dante Girani, Flavio Fornara, Luigi Perazzoli, Sergio Lozio – lì fucilati il 7 ottobre ‘44.

Erano presenti gli alunni della terza media, sez. A, dell’Istituto Comprensivo “D. Zuretti” di Mesenzana, accompagnati dalla prof.ssa Michela Pecoraro e dal prof. Gerardo Chirichiello. C’erano le classi terze della scuola media dell’Educandato Maria SS Bambina di Roggiano con la Preside, suor Andreina Macalli, e la prof.ssa Verena Allegra Merli.

In rappresentanza delle Amministrazioni Comunali di Brissago e Mesenzana, c’erano Maurizio Badiali, Menna Mario, Michela Donno e Carlo Leoni. Martina Caon per la Provincia di Varese. Ester De Tomasi, Presidente Provinciale Anpi. Numerosi gli alpini dei vari gruppi della Valle, guidati dal Presidente Ana di Luino, Michele Marrofino. Inoltre, rappresentanze Anpi di Luino, Cuveglio, Lonate Ceppino, con Francesca Boldrini, Gatta Domenico, Luca Zambonin, Giuseppe Bestecchi. Cerimoniere, Carlo Banfi, in rappresentanza del prof. Emilio Rossi, Presidente Anpi Luino.

Il canto dell’inno di Mameli da parte dei presenti ha aperto la cerimonia. Banfi ha ricordato l’importanza della memoria che deve essere guida per le nuove generazioni. I vecchi che hanno visto e testimoniato, stanno scomparendo: il brissaghese Enrico Menotti, del 1926; Remo Passera del ‘30, arrestato a 14 anni dalla BN e incarcerato, Presidente Anpi di Luino fino al momento della scomparsa. Importante il ricordo di don Giovanni Barbareschi, classe 1922, morto di recente. Testimone della fucilazione – agosto ‘44 – degli operai a Piazzale Loreto, rei di aver scioperato per il caro vita e contro la guerra. Andrà a benedire i loro corpi abbandonati a mo’ di esempio. Verrà incarcerato e torturato a San Vittore. Con l’organizzazione clandestina degli scouts “Aquile randagie” ha favorito l’espatrio in Svizzera di ben duemila ricercati, soprattutto ebrei. Proclamato Giusto tra i Giusti.

Don Cristian Fattore, parroco di Grantola, ha impartito una benedizione per i cinque fucilati, simbolo dei caduti di tutte le guerre, delle vittime del terrorismo e oggi – ha aggiunto Banfi – anche per quelli che cadono per morte violenta sulle strade, sul lavoro, nelle case e questo preoccupa perché è segno che i valori civili e umani vengono ad affievolirsi. Ad insistere su questa dignità del sacrificio e dell’impegno è stato lo stesso don Cristian, colpito dalla tragica testimonianza dei caduti della Gera. L’alpino Toma ha chiuso la benedizione con il canto dell’Ave Maria e a fine cerimonia con “Signore delle Cime”, canto alpino per “chi è andato avanti”, adattato ai martiri partigiani.

Il momento più commuovente è stato il suono – da parte degli alunni dell’Educandato – dell’Inno alla Gioia, di Ludwig van Beethoven, simbolo di pace e fratellanza tra i popoli, dal 1985 Inno ufficiale della UE. Gli alunni di Mesenzana sono intervenuti con loro riflessioni e con la lettura di poesie sulla guerra. Ester De Tomasi ha sottolineato l’importanza del ricordo e del sacrificio per i valori della libertà.

Ormai una visione ristretta della realtà umana non basta più. Le problematiche odierne si vincono con l’apertura al mondo intero, a cui si è improrogabilmente connessi. Dopo il secondo conflitto mondiale la lungimiranza e il carisma dei politici che avevano visto e assistito agli orrori della guerra, hanno spinto i popoli ad avvicinarsi e unirsi per gettare le basi di una vita migliore e sempre più dignitosa. I ragazzi che oggi ricordiamo hanno sacrificato la loro esistenza per questi grandi principi che devono essere luce e stimolo per il nostro cammino.

(a cura di Carlo Banfi)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 ottobre 2018
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