“La mia vita sotto la maschera”: parla il varesino “bocciato” a XFactor

Parla il giovane Christian, varesino, che con la sua maschera da alieno ha colpito tutti nelle audizioni di XFactor, ma che non ha convinto la sua giudice Mara Maionchi, ai Bootcamp

Christian "maschera" Almasio si ferma ai bootcamp

E’ finito ai Boot Camp il sogno di Alex Cliff a XFactor, ma non è finita qui.

ll giovane Christian, varesino, che con la sua maschera da alieno ha colpito tutti nelle audizioni, con i suoi 20 anni ha ancora davanti una vita di possibilità, per sfruttare il suo talento.

Nato a Varese, cresciuto in valle d’Aosta, Christian ora vive a Bodio Lomnago coi nonni, dopo una infanzia difficile. Alle audizioni di Factor è emersa una storia disperata, ma che non è tutta la storia di Christian: «Sostanzialmente partiamo dal presupposto che io comunque sono felice: riconosco che non ho passato un’infanzia né facile né felice, ma ora va bene». (Qui sotto, la canzone delle audizioni)

Ci ricordi la tua infanzia?

«Praticamente quando vivevo in Valle D’Aosta i miei litigavano parecchio. Mio padre spesso tornava a casa ubriaco e si sfogava con mia madre e me. Così mia madre è scappata con me a Varese dove ha i suoi genitori. Cioè i miei nonni, con cui vivo ora. Mia madre mi ha lasciato da quando avevo 9 anni lì con loro, per via dei turni lavorativi, ed io essendo cresciuto lì per 6 anni. Ho poi preso la decisione di restare lì, fare un po’ “l’uomo di famiglia” per loro».

Com’è il rapporto con i tuoi, ora?

«Mia madre la vedo spesso: non ho un rapporto pazzesco, per via delle brutte circostanze, ma è comunque un buon rapporto e le sono sempre grato per quanto ha fatto per me. Mentre mio padre, lo dico per far capire e non per far pena, ha un ictus e nonostante tutto lo vado a trovare e cerco nel mio di prendermi cura di lui».

Cosa fai nella vita?

«Studio recitazione: il 19 ottobre inizierò un’accademia per far l’attore. Però lavoro anche in una pizzeria, per pagarmi il treno con cui vado a registrare le canzoni e con cui vado all’accademia… (ride)»

Cosa vorresti fare, alla fine?

«Il sogno dei sogni è quello di fare un film su Alex Cliff, dove io non sono per forza il protagonista anche perché magari non sono bravo come attore, però vorrei giusto mandare un messaggio al mondo. Ho scelto di indossare la maschera proprio perché viviamo in un mondo in cui si guarda e si giudica subito in base al volto, io voglio che prima arrivi un messaggio per questo dico sempre che Alex Cliff è un ideologia, un po’ come fosse Spiderman: lui salva con le ragnatele io ci provo con la musica, non importa chi ci sia sotto la maschera, conta appunto il messaggio che si manda. I panni di Alex Cliff possono indossarli tutti in quanto è un’ideologia di pensiero che spinge, nonostante le difficoltà e le dita puntate, a farsi forza ed essere positivi».

Insomma, Alex Cliff è un “personaggio”, non sei tu. tu sei piu positivo e meno infelice. giusto?

«Sì. Un po’ come Peter Parker e Spiderman: senza maschera ho la mia vita, ma quando la indosso subentra tutto il mio passato e la voglia di riscatto e far capire che tutti possono farcela»

Giusto, la maschera: che maschera è?

«E’ una maschera da alieno, perché sin da piccolo mi sentivo parte di un altro mondo e volevo scappare da questo»

Christian "maschera" Almasio si ferma ai bootcamp
Alex Cliff di fronte a Mara Maionchi, ai Bootcamp di XFactor

Come ti è sembrata l’esperienza di XFactor?

«Sicuramente importante per gestire ansia e qualche insicurezza.Poi c’è tanto pubblico quindi è stato da brividi…»

E la Maionchi? Come ti sembra ora che ti ha “bocciato”?

«Come prima: una donna intelligente. Fare il giudice non è facile. Tanti facevano questo genere, io ho sbagliato qualcosa, giustamente non mi ha dato la sedia. Poi ovviamente guardando le cose dal punto di vista di Alex, avrebbe voluto andare avanti… senza dubbio mi spiace, ma è stato giusto così».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2018
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