Con la Stagione 2018/2019 alle Arti il teatro apre le porte agli under 30

Nel senso che da quest'anno c'è la novità dell'abbonamento "flessibile" pensato per avvicinare i più giovani al teatro. Sempre ampia la proposta del Centro culturale di via don Minzoni: teatro, mostre, festival Filosofarti e convegni

Generico 2018

La stagione teatrale, il percorso Parola e Mistero, il festival Filosofarti, i corsi di formazione, il teatro per le scuole. Il Centro culturale Teatro delle Arti di Gallarate è molto più che un teatro e un cinema, lo ricorda ogni anno la presentazione della proposta complessiva, sempre molto articolata.

Anche a dispetto di qualche difficoltà, che viene compensata anche da nuove proposte. Così ad esempio la grande novità della Stagione 2018/2019 è l’introduzione per la prima volta di un abbonamento rivolto specificamente ai giovani Under 30: formula orientata alla massima flessibilità, con un “carnet” da quattro spettacoli (a 60 euro totale, 15 a spettacolo), da scegliere liberamente nel cartellone, potendo anche scegliere se accedere alla prima o alla seconda serata di recite (normalmente martedì e mercoledì).

Un modo per avvicinare i giovani al teatro, magari anche colmando una certa difficoltà che don Alberto Dell’Orto – instancabile organizzatore – segnala per quanto riguarda la rassegna di teatro per le scuole: «Non c’è più quella disponibilità e quell’entusiasmo di portare i ragazzi a teatro, cercheremo di sostenerla grazie all’impegno di alcuni professori e qualche intervento diretto nella scuola» (il cartellone per le scuole comprende comunque una proposta articolata, con sei spettacoli per dieci recite).

E dunque partiamo dalla Stagione: otto spettacoli, da novembre a marzo, con la consueta varietà di proposte, con qualche nome ricorrente alle Arti e alcune novità. Si parte il 13-14 novembre con “Van Gogh – L’odore assordante del bianco” di Stefano Massini con Alessandro Preziosi. Il 27-28, sempre di novembre, c’è Simone Cristicchi con “Manuale di volo per l’uomo”, seguito (11-12 dicembre) dalla commedia musicale “Viktor und Viktoria”, versione teatrale ispirata all’originale cinematografico di Reinhold Schunzel, più noto per il remake di Blake Edwards.

Il 2019 si aprirà poi l’8-9 gennaio con “After Miss Julie” di Patrick Marber, che racconta «la trasformazione della società inglese dopo la vittoria dei laburisti e la rivoluzione sessuale», con i volti di Gabriella Pession e Lino Guanciale. A febbraio tocca a “Cita a Ciegas- Confidenze Fatali”, con un Gioele Dix  cieco che accoglie le persone su una panchina raccogliendo la loro storia (per la regia di Andrée Ruth Shammah).

Martedì 12 e mercoledì 13 febbraio sarà la volta della Bisbetica domata rivista dal regista varesino Andrea Chiodi, spettacolo che ha riscosso molto successo di critica e di pubblico su Milano, con un adattamento del testo firmato da Angela Demattè che fa da contrappunto alla scelta di coerenza shakespeariana nell’affidare tutte le parti – maschili e femminili – ad attori maschi (tra cui Tindaro Granata).

Martedì 5 e mercoledì 6 marzo “Fuorigioco”, spettacolo squisitamente contemporaneo, che racconta con leggerezza due giovani coppie, avendo come sfondo Italia-Germania (non quella del 1970, non quella del Mundial ’82, ma quella degli Europei del 2012).

Il 26 e 27 marzo chiude la stagione il “Vangelo secondo Lorenzo”, il racconto della scuola di Barbiana Din don Milani, «su cui – aggiunge don Alberto – costruiremo un progetto che faccia luce sul valore di questa esperienza, che ha avuto anche una sua declinazione gallaratese con l’Asa, l’associazione scuola aperta».

Accanto alla Stagione c’è poi il tradizionale, prezioso percorso di Parola e Mistero, un po’ ridotto (la parrocchia di Madonna in Campagna quest’anno non ha aderito), ma con spettacoli di assoluto livello. A partire dallo straordinario Magnificat di Alda Merini, interpretato da Arianna Scommegna (lunedì 10 dicembre, ore 21, in Basilica Santa Maria Assunta). Seguiranno “174.488- Un uomo, Alberto”, con Luciano Bertoli e musiche dal vivo (25 gennaio, ore 21, alle Arti) e poi “Fare un anima”, con Giacomo Poretti, venerdì 29 gennaio, sempre in teatro).

Da non dimenticare le mostre nel foyer, una proposta collaterale che spesso non ottiene l’attenzione che merita: quest’anno ne sarà proposta una su “La scuola di Barbiana”, in concomitanza con lo spettacolo in cartellone, e una per il centenario della nascita di Ingmar Bergman, «con i suoi manifesti cinematografici, alcuni dei quali introvabili» (le Arti proposero molti film nei cineforum e anche una proiezione antologica di 24 ore!).

«Il Comune di Gallarate, pur con tutte le difficoltà economiche in cui si dibattono oggi gli enti locali, non può sottrarsi dal sostegno della Stagione del Teatro delle Arti, una delle istituzioni culturali più antiche della provincia di Varese» ha commentato il vicesindaco Moreno Carù, intervenuto anche a nome dell’assessore alla cultura Isabella Peroni.

E se è vero che – per quanto riguarda il teatro – le Arti «hanno fatto da apripista per le altre sale cittadine» arrivate in seguito, ci sono alcune proposte che sono invece decisamente originali e legate al Centro Culturale di via don Minzoni, come Filosofarti e i percorsi di studio.

Per quanto riguarda questi ultimi,  «dopo gli anni Sessanta analizzati lo scorso anno in corrispondenza dell’anniverario del ’68, quest’anno ci concentreremo Anni Settanta, anni più complessi, con enormi sfide, in Italia e non solo» ricorda la professoressa Cristina Boracchi. Due gli eventi, «per i quali ci è stato assicurato il patrocinio comunale, anche se non è ancora arrivato formalmente»: al 23-24 novembre la due giorni di percorso letterario, con diversi interventi qualificati tra cui quelli di Mario Barenghi e Franco Buffoni, con approfondimenti anche sulla letteratura sudamericana, francese, inglese. «Il secondo percorso storico è invece previsto per il 22-23 marzo», di taglio storico, con interventi dedicati agli anni di piombo, allo stragismo, a Nixon, alla fine dei fascismi in Spagna e Portogallo, alla guerra del Kippur.

Infine Filosofarti, il festival di grande respiro (ormai ben oltre Gallarate) il cui programma è in corso di definizione e che sarà presentato compiutamente più avanti. Certe sono le date – dal 22 febbraio all’8 marzo del 2019 – e alcuni ospiti: «Piergiorgio Odifreddi, Umberto Curi che ha avuto un pubblico crescente negli anni a Gallarate, Franco Cardini storico e storiografo, Willy Pasini e Paolo Crepet, il teologo Brunetto Salvarani nell’ambito di TeoFilosofArti, Umberto Galimberti, Massimo Cacciari, Massimo Fini, Vito Mancuso, fino alla chiusura con Marta Morazzoni che presenta il suo nuovo volume che ha al centro i temi della donna e della femminilità.
Anche quest’anno sarà attivato il crowdfunding, Boracchi ha ribadito che i volontari culturali che animano il festival sono «sempre fiduciosi nel sostegno da parte di tutti».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2018
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