Lacrime finali, ma tanto orgoglio per le ragazze della nazionale femminile di volley

Secondo posto per Bosetti e compagne, sconfitte in finale da una Serbia più esperta e cinica: ultimi due punti buttati al vento, ma un Mondiale favoloso per le ragazze di coach Mazzanti, premiate con ben 4 riconoscimenti personali al termine del campionato

Serbia - Italia 3-2

Finisce con le lacrime delle nostre ragazze un mondiale strepitoso che vede l’Italia soccombere solo al quinto set alla Serbia (20-25, 25-14, 23-25, 25-19, 15-12) nella finale del Campionato del Mondo di pallavolo femminile. Le azzurre riescono però nell’impresa di tornare sul podio, dopo ben 16 anni, seppur solo sul secondo gradino (l’ultima volta fu nel 2002, con l’Italia vittoriosa a Berlino).

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Onore alla nazionale di una grandissimo coach Mazzanti che ha costruito una squadra giovanissima, con età media di 23 anni e un mese, partita per il Giappone senza grandissimi obiettivi e che alla fine si è giocata fino all’ultimo secondo la salita sul gradino più alto del podio.

Applausi a un’immensa Paola Egonu, che a soli 19 anni è la punta di diamante di tutta la nazionale e che ha battuto ogni record segnando ben 44 punti in una sola partita. In campo anche un po’ di varesotto, con l’albizzatese Lucia Bosetti, cresciuta nell’Amatori Atletica Orago insieme a Miriam Sylla, Anna Danesi e Beatrice Parrocchiale (secondo libero).

Le azzurre fanno il pieno di premi individuali, con Miriam Sylla premiata miglior attaccante, Ofelia Malinov miglior regista, Monica De Gennaro miglior libero e Paola Egonu miglior opposto. Questo secondo posto è solo il punto di partenza verso un percorso che traghetterà questa nazionale verso le Olimpiadi del 2020. Al terzo posto si classifica la Cina, che ha battuto l’Olanda nella finalina; solo sesto posto per le padrone di casa del Giappone, battute dagli Stati Uniti.

LA PARTITA

Malinov in regia, Danesi e Chirichella (la capitana) al centro, Bosetti e Sylla in attacco, Egonu opposto. Nel primo set è proprio l’albizzatese Lucia Bosetti a mettere a terra il primo punto, con le azzurre che da subito mostrano una grande energia e la voglia di giocarsi il tutto per tutto. Le azzurre corrono subito avanti e si va al primo time out tecnico sul 4-8. In attacco Sylla si fa vedere con tutta la sua grinta e Paola Egonu bombarda la metà campo avversaria (11-15). Chirichella e compagne giocano con grande lucidità, sono ben piazzate a muro e in difesa e macinano punti (17-21). Finale set con qualche sbavatura che permette alla Serbia di portarsi a -3 (19-22). Sylla mette a terra il punto finale e il set si chiude 20-25.

Nel secondo set l’Italia purtroppo subisce e non riesce a reagire a una nazionale serba che alza l’asticella e ingrana la marcia, con le sue attaccanti che diventano implacabili e mettono in grandissima difficoltà la ricezione azzurra, soprattutto Sylla, che sul 17-11 viene richiamata in panchina da coach Mazzanti per permetterle di ritrovare lucidità (al suo posto in campo la giovane e talentuosa Pietrini). Le ragazze serve continuano a correre e chiudono il set 25-14.

Italia torna in campo con ritrovata energia, più ordinata e più incisiva (12-15). La fase centrale del parziale è in grande equilibrio, con l’Italia che sta sempre avanti poi si fa raggiungere sul 18-18. Nella fase finale del set sono Danesi ed Egonu a trascinare la squadra e le azzurre vincono 23-25.

Quarto set da dimenticare per le azzurre che commettono tanti, troppi errori e lasciano spazio alle avversarie che da subito corrono avanti (9-5). Le ragazze di Mazzanti non mollano ma le serbe riportano la situazione sul 2-2 (25-19).

Tie-break al cardiopalma, con l’Italia che arriva in vantaggio al cambio campo 7-8, poi però perdono la lucidità e soprattutto regalano gli ultimi due punti alle avversarie (15-12).

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Pubblicato il 20 ottobre 2018
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