Lucio Fontana, l’atelier di Comabbio aperto con le Giornate Fai

Una giornata alla scoperta della vita dell'artista: la sua casa e l'atelier aperti domenica 14 ottobre

Varie

Una giornata alla scoperta della vita e del personaggio di Lucio Fontana attraverso gli strumenti, le lettere e anche alcune sue opere. La delegazione Fai di Varese, in occasione delle Giornate Fai D’Autunno, aprirà al pubblico la casa e l’atelier di Comabbio, dove l’artista produsse le sue ultime opere. L’appuntamento è per domenica 14 ottobre.

«…Qui sta diventando “intelletualcasino” di alta classe – scriveva Lucio Fontana nel 1967 dalla sua casa di campagna a Comabbio -, riunioni al centro Euratom nucleare di Ispra, pranzi intellettuali con Guttuso, Tavernari, Baj, San Gregorio ecct. con contorno di B.B., Sofia e Claudia, con finale di grosse vendite ai frigoriferi Ignis».

Con questa lettera decisamente vivace l’artista italo-argentino raccontava il clima che si respirava nella zona tra Varese, Sesto Calende e Vergiate nella seconda metà degli anni ’60. Oggi, a cinquant’anni dalla sua scomparsa, si potrà conoscere la storia di Fontana e visitare i luoghi dove l’artista produceva le sue opere.

Infatti, domenica 14 ottobre, in occasione delle Giornate d’autunno 2018, la delegazione provinciale del Fai aprirà al pubblico la casa e l’atelier dove Lucio Fontana lavorò nel periodo tra il 1965 e il 1968. Oltre alla visita dello studio, il programma prevede una sosta al piccolo cimitero dove l’artista riposa vicino ad alcune sue opere giovanile.

L’attrazione principale sarà sicuramente la visita a casa Fontana. L’abitazione è ancora abitata dai discendenti di Lucio, ma alcune zone sono state conservate così come l’artista le aveva lasciate. Aperta al pubblico in sole due occasioni negli ultimi dieci anni, la casa contiene ancora i mobili originali progettati da Fontana, decorati in uno stile che richiama alcune sue opere, i cosiddetti “teatrini”.

Assieme alla sua abitazione, l’artista fece sistemare anche l’antico fienile, trasformandolo nel suo laboratorio estivo. Con il definitivo trasferimento a Comabbio nel 1965, Lucio chiuse lo studio a Milano e iniziò a lavorare regolarmente nel suo atelier di campagna. Come per i mobili della casa, anche gli strumenti del laboratorio sono stati conservati nelle stesse posizioni originarie, tanto che è possibile osservare il cavalletto ancora intriso di colore, oltre che punteruoli e taglierini usati per realizzare i suoi famosi “tagli” sulle tele.

L’ingresso nell’atelier è riservato ai soci Fai, mentre la visita alla cappella della famiglia Fontana è aperta a tutti. Chi desidera potrà comunque iscriversi al Fondo per l’ambiente durante la manifestazione. «Ho sempre vissuto a Comabbio -ha raccontato Marco Tamborini, membro della delegazione Fai di Varese – e sono sempre stato entusiasta di tutto ciò che riguarda Lucio Fontana, anche perché da piccolo ho abitato per un po’ di tempo nella sua casa. Proprio per questo motivo ho proposto alla delegazione Fai di organizzare la visita dell’atelier e gli eredi si sono dimostrati disponibilissimi».

Per l’occasione il comune di Comabbio allestirà nella sala Lucio Fontana un’esposizione di serigrafie, disegni, documenti, fotografie e lettere dell’artista. L’ingresso alla mostra è libero. «Questa iniziativa sarà un’ottima possibilità per Comabbio –  ha dichiarato il sindaco Marina Paola Rovelli-, una piccola perla che merita di essere valorizzata»

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Pubblicato il 04 ottobre 2018
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