Pedemontana non sarà mai gratis (ma forse i pedaggi verranno abbassati)

I vertici di Pedemontana sono stati ascoltati in Regione e si sono impegnati per fare delle simulazioni sulla riduzione dei pedaggi. La gratuità invece sembra essere abbandonata

Pedemontana varese

L’ipotesi della gratuità è definitivamente accantonata ma ci potrebbe essere un taglio alle tariffe dei pedaggi. È questa la principale notizia che arriva dalla commissione territorio di Regione Lombardia dove giovedì mattina sono stati ascoltati i vertici di Pedemontana.

«Come immaginavo, la gratuità delle tangenzialine di Varese e Como sembra non essere economicamente sostenibile –ha dichiarato Angelo Palumbo, Presidente della commissione- ma ho proposto ai vertici di Pedemontana di effettuare degli studi per simulare l’impatto economico di una rimodulazione del pedaggio della tratta già esistente». Palumbo ha fatto riferimento alla A36 (quella tra Cassano Magnago e Lentate sul Seveso) perchè secondo lui «una rimodulazione delle tariffe comporterebbe in automatico un aumento del numero di utenti» e quindi «in quest’ottica sarebbe salvaguardata la sostenibilità economica del progetto e ne trarrebbero beneficio anche molti cittadini ed imprese». Una proposta che è stata accolta dai vertici di Pedemontana «che ci hanno assicurato che questi studi verranno a breve effettuati».

Una posizione che ha fatto infuriare le opposizioni. «È l’ennesima riprova che le promesse di Maroni e Fontana sono state vane» attacca Samuele Astuti, consigliere regionale del Pd, secondo cui anche un’altra cosa è chiara: «Pedemontana non verrà per ora terminata perché mancano 2 miliardi per il completamento e le società non sanno dove reperirli».

In effetti già di recente la gratuità delle due tangenziali era stata subordinata al completamento dell’opera, un passaggio sul quale non ci sono molte certezze. Da un lato infatti il ministro Toninelli ha assicurato che lo Stato non metterà 1 euro di ulteriori contributi ma dall’altro il governatore Fontana ha annunciato che «abbiamo avuto una serie di proposte di finanziamento da parte di privati». Certo è che nero su bianco ancora non c’è nulla, solo la rabbia degli automobilisti. Sono infatti tantissimi quelli che negli ultimi giorni stanno protestando per la rivoluzione delle sanzioni per chi non paga il pedaggio che passano da 4,50 euro a 85 e prevedono anche la decurtazione di 2 punti sulla patente. Una scelta alla quale la società si è detta obbligata per via del fatto  che «l’assenza dei vecchi caselli ha purtroppo favorito il malcostume di coloro che omettono il pagamento». E in effetti sono tanti quelli che non pagano: un automobilista su cinque.

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2018
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Commenti

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  1. Scritto da Wolf1749

    Non la prenderò mai finché non avrò la certezza di non incorrere in multe. Ho il telepass ma ho capito che non basta. Per fare sta roba complicata potevano farne a meno, che di trappole già ce ne sono abbastanza per i poveri automobilisti. Altrimenti mettevano un normale casello e finiva lì.

  2. Scritto da Bustocco-71

    Altrimenti mettevano un normale casello e finiva lì? E’ questo il livello in Italia nel 2018? Siamo messi bene…..
    Abbiamo una vaga idea di quanto spazio occupino i caselli?
    Di quanto tempo facciano perdere, anche solo per rallentare a 30 km/h – signnificativo su tratte brevi.
    Ah la prendo due volte al giorno, mai avuto un problema. Il resto è disinformazione.

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