Dopo il taglio del superticket, si allungano le liste d’attesa

La riduzione di 15 euro entrata in vigore nel luglio scorso ha già creato l'allungamento delle liste d'attesa. E per il 2019 si teme un nuovo anno difficile

ticket sanitario

A tre mesi dal taglio del “superticket”, le liste d’attesa sono lievitate di circa una settimana.

TAGLIO DEL SUPERTICKET = MENO FONDI
Il primo bilancio dello “sconto” di 15 euro deciso dall’amministrazione Fontana per gli esami diagnostici e le visite specialistiche sta rallentando il numero degli appuntamenti nelle agende pubbliche e private convenzionate. Il meccanismo è semplice: la cancellazione del ticket pagato direttamente dai cittadini entrava nelle casse dell’ambulatorio. Ora invece, quella quota cancellata va a erodere i rimborsi totali stabiliti a inizio anno da Regione Lombardia per chi eroga le prestazioni.

Così, se prima l’ambulatorio poteva avere un compenso diretto, ora deve limitarsi alla quota dei rimborsi stabilita a inizio anno. Conseguenza diretta è che i soldi diminuiscono più velocemente e così i posti a disposizione del servizio sanitario regionale.

TAGLIO DEL 2% DEL BUDGET PER I MALATI CRONICI
« A questa decurtazione – spiega il presidente dell’associazione che riunisce le strutture ambulatoriali private convenzionate ANISAP Andrea Buratti – si deve sommare il taglio del 2% di budget stabilito da Regione Lombardia ai danni delle  cliniche convenzionate da destinare alla spesa dei malati cronici. Quei fondi, però, non sono stati utilizzati e Regione ha detto che verranno restituiti alla spesa generale entro questo mese. A oggi, però, non abbiamo visto alcuna ufficializzazione di questa decisione. Siamo a metà ottobre e le nostre liste d’attesa per l’anno sono ormai esaurite e soriano al 2019».

LISTE D’ATTESA CRESCIUTE DI 7 GIORNI
Ecografie, ecodopler, risonanze: da luglio , quando è entrato in vigore la riduzione del ticket, le liste d’attesa sono già aumentate di un periodo variabile dai 5 ai 7 giorni.
Per rispettare il budget assegnato da Regione si devono programmare almeno il 3,3% di prestazioni in meno: « Dalla regione abbiamo avuto rassicurazioni che quei fondi persi per il taglio del ticket ci saranno restituiti a fine anno – spiega ancora Andrea Buratti – siamo fiduciosi che quell’annuncio si trasformi in realtà»

Di fatto, già da questo mese l’attività medica specialistica e diagnostica concordata con Regione Lombardia è esaurita e gli appuntamenti slittano al 2019: « La situazione potrebbe ripresentarsi tale e quale il prossimo anno – paventa Buratti – abbiamo chiesto che anche per il prossimo anno la spesa destinata ai cronici venga monitorata per capire esattamente a quanto ammonta. Altrimenti si rischia di creare pazienti di serie A, cronici, e serie B, tutti gli altri che rischiano di non avere le risposte per carenza di fondi».

IL MECCANISMO DELLE LISTE D’ATTESA
Regione Lombardia stabilisce il numero delle prestazioni che ogni anno paga per i cittadini e stanzia il budget relativo. Ogni centro, pubblico o privato convenzionato, ottiene una quota del budget che equivale a un certo numero di prestazioni. Una volta terminato il budget, l’ente non può più lavorare perché non è retribuito, così rinvia la prestazione a un ulteriore momento in cui gli verrà nuovamente riconosciuto il corrispettivo economico. In questo modo, gli appuntamenti slittano nel tempo. Il fenomeno è in crescita proprio perché, a fronte di un budget economico sostanzialmente costante, le domande di prestazioni sono in forte crescita.

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Pubblicato il 12 ottobre 2018
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