Tre Valli, la sorpresa arriva dal Baltico: vince Toms Skujins

Il 27enne lettone beffa tutti i big sul traguardo di via Sacco e centra la vittoria più importante della carriera. Podio tutto straniero, Nibali e Valverde nel secondo gruppetto. Tanti tifosi al via e sul circuito di Varese

Tre Valli Varesine 2018 - La corsa e l’arrivo

Niente arcobaleno (Valverde) in via Sacco. Niente bis di Nibali e di Geniez, niente recita francese con Pinot, niente ispanici nonostante Sanchez e Uran. E niente britannici nonostante il boom del ciclismo d’Oltremanica. La Tre Valli delle tante stelle parla addirittura lettone e si chiama Toms Skujins: in nome che non troverete in nessuna lista dei favoriti alla vigilia, perché a detta di tutti gli addetti ai lavori il suo successo era impronosticabile.

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Ventisette anni di Sigulda, paese a una trentina di chilometri da Riga, una placca metallica in una spalla per un incidente in California, Skujins ha centrato il successo con pieno merito, regolando negli ultimi due chilometri un gruppo di sette uomini tra cui c’erano autentici campioni come Pinot (poi secondo), Uran e il bronzo mondiale Woods. Il giovane lettone ha prima provato a staccare i rivali nell’ultimo tratto di discesa in via Campigli e poi ha scatenato una gran volata – non c’erano specialisti dello sprint – sul rettilineo finale regalando una gran vittoria alla Trek Segafredo che, tra le squadre più forti, sembrava una delle meno attrezzate.

Complimenti quindi a Skujins, e chissà che la Tre Valli numero 98 non possa diventare un trampolino di lancio verso un futuro importante per il lettone, come avvenne nel 2010 per Daniel Martin che dopo aver sbancato Varese è andato a prendersi (anche) una “Liegi” e un “Lombardia”. Di certo non era facile primeggiare in una gara che forse è stata un pizzico meno dura del previsto: ci si attendeva un gruppo molto sgranato dal doppio passaggio di Morosolo, e invece l’ascesa è stata palestra di scatti e controscatti ma non di azioni decisive.

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Ciò nonostante, l’ultimo tratto di salita ha permesso di scavare un solco tra i primi (sette), quelli che hanno seguito l’azione potente di Rigoberto Uran, e il drappello inseguitorni nel quale sono rimasti incastrati i due corridori più attesi, Alejandro Valverde e Vincenzo Nibali. I due campionissimi hanno fatto una buona gara, si sono mossi in prima persona quando la corsa si è infiammata e hanno messo a lavorare le squadre. Non è bastato, ma la gente li ha omaggiati di un grande e doveroso applauso in via Sacco.

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LA GARA

Grande pubblico alla partenza di Saronno per la 98a Tre Valli Varesine, e quella del tifo sulle strade è stata una costante che si è ripetuta ampiamente anche sul circuito finale della Città Giardino, sia nella versione ridotta e tutta varesina, sia in quella finale con “l’escursione” in territorio di Casciago. Al via 167 corridori (quattro i varesini: Alafaci, Ravasi, Rinaldi, Santaromita) tra cui il campione del mondo Valverde, quello d’Europa Trentin e Vincenzo Nibali, tris d’assi ritratto nelle foto di rito al momento del via.

La corsa è vissuta per lunghissimo tempo sull’azione di cinque uomini, scattati dopo 32 chilometri: Bono, Totò, Zardini, Storer e Tonelli, rimasti al vento per tutti i sei giri del circuito “corto” a Varese e ripresi solo all’inizio del primo passaggio sull’erta tra Calcinate del Pesce e Morosolo. Qui si sono accese le polveri, ma la gara non è mai stata saldamente in mano né a un corridore né a una squadra. Prima si è creato un gruppo di una quindicina di unità con all’interno alcuni “vicecapitani” (tra cui Visconti e Sanchez) ma l’accordo non è nato. Poi azioni ripetute con il neozelandese Bennet tra i più vivaci. All’attacco anche Santaromita, il più attivo tra i varesini, coinvolto a un certo punto all’inseguimento di un drappello di battistrada dal quale è fuoriuscito il giovane Rob Power. Il corridore della Mitchleton però è stato stoppato da una grande azione di Rigoberto Uran che è arrivato in cima a Casciago in testa ma si è portato dietro a pochi metri sei uomini tra i quali non c’erano né Nibali né Valverde, pure piuttosto in forma. I sette hanno guadagnato terreno sufficiente per giocarsi il titolo tra di loro: Skrujins ha provato l’azione in discesa ai -2 ma non è servito e così si è giunti compatti in via Sacco. L’EF Drapac ne aveva due, e pure forti, ma Woods non ha raccolto il lavoro di Uran; Pinot e Kennaugh ci hanno provato ma ancora Skujins ha dimostrato di avere la gamba migliore di tutti.

98a TRE VALLI VARESINE
Saronno – Varese, 197 Km

Ordine di arrivo: 1) Toms SKUJINS (Let – Trek Segafredo) in 4’55”41 (media 39,975); 2) Thibeau Pinot (Fra – Groupama Fdj) s.t.; 3) Peter Kennaugh (Gbr – Bora Hansgrohe) s.t.; 4) Michael Woods (Can – EF Drapac) s.t.; 5) Mathias Frank (Svi – Ag2r La Mondiale) s.t.; 6) Wilco Keldermann (Ola) s.t.; 7) Rigoberto Uran (Col) a 4”; 8) Julien Simon (Fra) a 13”; 9) Giovanni Visconti (Ita) s.t.; 10) Gianluca Brambilla (Ita) s. t.; 15) Valverde s.t.; 21) Nibali s.t.; 36) Ravasi a 1’02”; 45) Santaromita a 1’06”.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 09 ottobre 2018
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