I convogli Trenitalia danno forfait, sostituiti persino con treni Diesel

Le motrici elettriche risalgono agli anni Ottanta e sono impiegate sulle linee secondarie. Nelle ultime settimane si è arrivati a sopprimere corse e usare in sostituzione treni Diesel (più moderni)

lombardia generiche

La linea ferroviaria è dotata di alimentazione elettrica, ma sui binari circolano treni Diesel. È lo scenario un po’ paradossale di questi giorni, causato dal forfait dei treni più vecchi che Trenitalia (gruppo Fs) mette a disposizione di Trenord sulle linee meno trafficate.

I mezzi in questione sono le Ale582, motrici costruite a fine  anni Ottanta, normalmente usate (in composizione motrice passeggeri più due carrozze) sulle linee secondarie, soprattutto sulle diramazioni. Erano tra i mezzi più datati e affaticati, tra quelli in servizio in Lombardia, finite nel mirino già negli anni scorsi: ne avevamo parlato per esempio notando le limitazioni che imponevano ai disabili che volevano viaggiare – in provincia di Varese – sulla linea Gallarate-Luino.

Comunque: da qualche tempo le già affaticate motrici stanno mostrando la corda. Ed è così che Trenord si è trovata nella necessità di sostituirle d’urgenza: sulla Gallarate-Luino sono state soppresse in questi giorni di fine ottobre alcune corse in orari di “morbida”, così come sulla Seregno-Carnate, in Brianza. Ma su altre linee si è dovuto ricorrere – per sostituirle – persino ai treni Diesel. Succede ad esempio su qualche corsa per Bergamo, ma anche su Colico. In realtà – va sottolineato – i treni Diesel sono i moderni convogli Stadler Atr125, costruiti a partire dal 2011 e decisamente più confortevoli dei vecchi treni elettrici ALe582 (sono “parenti” dei convogli usati dalla TiLo sulla Varese-Lugano e Varese-Como). Ma resta l’effetto paradossole: l’impiego di treni Diesel su tratte elettrificate, per “mettere le pezze”.

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Un caso emblematico perché mette in evidenza come il rinnovo della flotta vada “a due velocità”: da un lato Regione Lombardia ed Fnm che – seppur con difficoltà – investono, dall’altro Trenitalia che soprattutto su alcune tratte minori non mette soldi per il rinnovo.
Lo dice – un po’ tra le righe, ma con chiarezza – anche la risoluzione proposta dal presidente della Commissione Trasporti al Pirellone, Angelo Palumbo, chiedendo più impegno al gruppo Fs e sollecitando anche il governo di Roma, che detta le scelte di Fs.

La richiesta di un rinnovo più deciso della flotta era venuta anche da Cinzia Farisè: «chiesi il rilancio già nel 2015», ha spiegato a settembre l’ex ad, prima di lasciare posto a Marco Piuri, rispondendo anche ai poco lusinghieri giudizi della maggioranza Fontana in Regione Lombardia. «Chi va a fondo della questione, scopre che il fornitore (cioè Trenord, ndr) aveva segnalato la situazione tre anni fa, nel 2015» ha fatto notare anche Raffaele Specchia, del comitato pendolari Milano-Gallarate. Regione Lombardia ha lanciato un piano corposo (ma che produrrà effetti verso il 2020), mentre le risposte di Fs per ora non sono esattamente strategiche (basti dire che la metà del “nuovo” materiale di rinforzo promesso da Fs nel settembre scorso sono proprio le vecchie, stanche motrici Ale 582 di cui si diceva). I ritardi nel rinnovo della flotta in ogni caso lasciano preoccupati i pendolari: «E nel frattempo?». Nel frattempo si mettono le pezze, inventandosi anche soluzioni “creative”.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 02 novembre 2018
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