Il Teatro delle Arti saluta Carlo Giuffè. “L’abbiamo nel cuore”

Il grande attore è stato in scena nove volte a Gallarate, dal 1986, con spettacoli di De Filippo e di Scarpetta

Generico 2018

«È stato un grande amico, ce l’abbiamo nel cuore». Tanti sono i grandi artisti passati da quella sala un po’ speciale che è il Teatro delle Arti, ma Carlo Giuffrèscomparso nella giornata di giovedì – è tra i protagonisti della scena che più hanno lasciato il segno.

«È venuto nove volte alle Arti, con nove diversi spettacoli, dal 1986 al 2009» ricorda Riccardo Carù, uno dei volontari “storici” del teatro di via don Minzoni.

I grandi classici del teatro napoletano, di Eduardo De Filippo – nella cui compagnia Giuffrè aveva esordito – e di Vincenzo Scarpetta. La prima recita nell’ormai lontano 1986, quando porta a Gallarate insieme al fratello Aldo “A che servono questi quattrini?” di Armando Curcio. Tornò poi con il fratello Aldo anche il 12 e 13 dicembre del 1995, con “La fortuna con la F maiuscola”.

Tra gli altri spettacoli portò anche “Natale in casa Cupiello” e “Il medico dei pezzi”. L’ultimo passaggio a Gallarate nel 2009, quando portò in scena il grande classico “Il sindaco del rione Sanità” (nella foto). «Ce l’abbiamo nel cuore, non solo perché è passato tante volte: io stesso avevo un bel rapporto» conclude Carù. 
Come in altre occasioni, le Arti renderanno omaggio anche con una mostra, che raccoglierà nel foyer gli storici manifesti delle diverse recite a Gallarate.

Nato nel 1928 a Napoli, Giuffrè si è formato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, ha iniziato la carriera nel 1947 e due anni dopo è entrato nella compagnia di Eduardo De Filippo. Insieme al fratello Aldo ha interpretato per tanti anni la commedia napoletana di Eduardo, è stato inoltre volto della commedia all’italiana nella sua fase conclusiva

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 02 novembre 2018
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