La protesta dei pensionati: il governo taglia le pensioni per mantenere altre promesse

Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil contestano al nuovo Governo di non aver rispettato gli accordi sottoscritti. «Con il nuovo raffreddamento dell’indicizzazione ha scelto di fare cassa con le pensioni»

Erano in tanti  questa mattina, venerdì 28 dicembre, i pensionati che si sono ritrovati davanti alla prefettura per protestare contro i tagli alle pensioni previsti nella manovra di bilancio. Secondo i sindacati dei pensionati, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, il nuovo Governo non ha rispettato gli accordi sottoscritti, e con il nuovo «raffreddamento dell’indicizzazione» ha scelto di fare cassa con le pensioni per finanziare le altre misure promesse in campagna elettorale.

Galleria fotografica

presidio contro i tagli alle pensioni 4 di 16

Per i pensionati non c’è un nuovo corso, anzi. Dopo 10 anni di rivalutazioni praticamente bloccate anche questo il governo Lega-5Stelle ha deciso di mettere le mani in tasca ai pensionati con il nuovo sistema di “raffreddamento” della perequazione per le pensioni superiori a tre volte il minimo (1.522 euro lordi mese nel 2018) e con il prelievo straordinario di solidarietà per quelle sopra i 100 mila euro lordi annui.

Chi oggi riceve una pensione fino a 1.522 euro mese lordi, pari quindi a tre volte il minimo, potrà continuare a contare sul 100% di rivalutazione legata all’inflazione. Per gli altri pensionati che percepiscono assegni superiori il nuovo meccanismo introdotto dalla manovra, invece, prevede una stretta che comporterà una perdita da 65 a 325 euro lordi anno a partite dal 2019 e per il resto della vita.

Sono sei le altre fasce di indicizzazione previste: tra tre e quattro volte il minimo la rivalutazione al 97%. Al 77% se tra quattro e cinque volte il minimo. Al 52% se tra cinque e sei volte il minimo. Al 47% se tra sei e otto volte il minimo e al 45% se tra otto e nove volte il minimo. Al 40% se la pensione è sopra nove volte il minimo.

La rivalutazione delle pensioni è una questione di equità. Da anni chiediamo che venga finalmente riconosciuto ai trattamenti pensionistici un meccanismo di rivalutazione che risponda ai reali bisogni di milioni di pensionati e pensionate, che permetta davvero di non far perdere il potere di acquisto delle pensioni, come di fatto oggi accade. Come sindacato lo avevamo ottenuto!!! E, invece, il Governo “del cosiddetto cambiamento” si allinea alle prassi consolidata, colpisce e fa cassa con i pensionati e non agisce in modo forte e determinato, ad esempio contro l’evasione fiscale
Basta, questo non è più tollerabile.

I sindacati pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil Lombardia sono contro questa politica a cui piace parlare di reddito di cittadinanza ma non dice nulla sulla necessità di rilanciare una legge sulla non autosufficienza e un’idea sociale di welfare europeo. Non dice nulla su investimenti per lo sviluppo del Paese e per la concreta realizzazione di lavoro per i giovani.

Infine i sindacati contestano anche la decisione di raddoppiare le tasse a chi opera nel no profit: un danno difficilmente quantificabile per la portata sociale enorme di questo comparto nel nostro Paese che tradotto in attività quotidiane, significa fare di meno per i più deboli. Forse in Italia si può tassare di tutto ma non i bambini di famiglie povere, i disabili, la fame e la povertà.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 dicembre 2018
Leggi i commenti

Galleria fotografica

presidio contro i tagli alle pensioni 4 di 16

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore