“Mi impegno da 30 anni per il Lago e adesso non accetto le bandierine della Lega”

La replica arriva dopo l’annuncio del consigliere regionale Emanuele Monti che sulle sponde del Lago ha spiegato di aver presentato un emendamento alla legge di Bilancio regionale per lo stanziamento di 2,8 milioni di euro

roberto cenci

«Siamo contentissimi se arrivano i soldi per cominciare a fare sul serio per il risanamento del Lago di Varese ma che la Lega ci metta la bandierina proprio non mi sembra il caso». Lo dice Roberto Cenci, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, in risposta alla Lega.

La replica arriva dopo l’annuncio del consigliere regionale Emanuele Monti che sulle sponde del Lago ha spiegato di aver presentato un emendamento alla legge di Bilancio regionale per lo stanziamento di 2,8 milioni di euro necessari a far partire il percorso di risanamento del lago.

Un’iniziativa che tutti si auspicano vada a buon fine ma che ha sollevato un mare di critiche tra le altre forze politiche (il Pd varesino aveva reagito così).

Ora è Cenci a tenere il punto: «il Movimento 5 Stelle in Provincia di Varese da almeno 10 anni si batte per il risanamento del lago. Abbiamo fatto conferenze, dimostrazioni, approfondimenti tv dove abbiamo denunciato il problema delle acque del lago. Chi ha governato la provincia di Varese non ha mai fatto nulla per risolvere il problema. Ora la Lega vuole mettere il cappello e chiede il finanziamento? Noi siamo contentissimi che finalmente si stanzino dei soldi su questo progetto ma non che per mettere le bandierine politiche venga dimenticato il lavoro che tanti altri hanno fatto per arrivare fino a qui».

Un sassolino il consigliere M5s se lo toglie anche sulle dichiarazioni del Presidente Fontana che sulla vicenda dei rifiuti di Roma ha chiesto ai grillini di fare chiarezza: “siete pro o contro gli inceneritori?”.

A stretto giro Roberto Cenci spiega: «siamo contro una filiera dei rifiuti che si basa solo sugli inceneritori. Oggi in Lombardia siamo arrivati a una gestione dei rifiuti che ne ricicla quasi il 70% e dunque non servono tutti gli inceneritori che ci sono: i più vetusti vanno spenti come quello di Accam. Altra cosa – spiega Cenci – riguarda Roma. Se c’è una situazione di emergenza si dà una mano, chiaramente per un periodo ben definito e molto limitato».

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 15 dicembre 2018
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