Nel “cervello” di Easyjet, seguendo la danza di trecento aerei sui cieli d’Europa

All'aeroporto di London Luton c'è il centro operativo che controlla oltre 1900 voli al giorno nei periodi di massimo traffico e vigila sulla regolarità del sistema. Mentre nella vicina Academy si forma il personale che si prende cura dei passeggeri a bordo

Base Easyjet London Luton

Sul monitor scorrono uno dopo l’altro tutti gli aerei della compagnia in servizio sui cieli d’Europa. E tutti i voli previsti in giornata: «Sono millecinquecentonovantanove, oggi» spiegano nella sede centrale di Easyjet, all’aeroporto di London Luton.

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Uffici e sala operativa stanno dentro a un grande hangar, ben riconoscibile – non andrebbe neppure specificato – dal colore arancione. Al secondo piano si trova il “cervello” di Easyjet, quello che monitora ventiquattro ore al giorno i voli, “corregge” in corsa eventuali anomalie, tiene i contatti con gli equipaggi in tutta Europa, informa i passeggeri in tempo reale di eventuali modifiche.

Nella “war room” si fa il punto ogni mattina del programma operativo, poi dopo le 5 del mattino inizia il gran balletto dei voli. I segnalini dei velivoli – fino a poco prima fermi sulla mappa, raggruppati negli aeroporti principali in cui Easyjet ha sede – si mettono in moto e nel giro di poco il cielo digitale rappresentato sullo schermo è invaso da aerei in volo. È il corrispettivo, visto da Luton, della fase mattutina di tanti aeroporti del mondo, tra cui Malpensa, con il fitto programma di partenze del mattino.

Nella sala operativa principale l’intero programma dei voli viene monitorato da cinque team diversi, ognuno dei quali controlla tra sessanta e settanta aerei: l’Italia – con le sue basi di Malpensa, Napoli e Venezia – + inserita nel gruppo 5, insieme agli aeroporti portoghesi di Lisbona e Porto.
Sullo schermo scorrono i codici di registrazione (quelli a cinque lettere, riportati sulla coda degli aerei) dei singoli velivoli: accanto compare il programma dei voli di giornata, che man mano cambiano colore quando l’aereo è in volo o quando il volo è stato concluso. Il colore per eccellenza dell’eccezionalità – il rosso – segnala i ritardi, consentendo agli operatori di intervenire per ridurre le conseguenze su voli successivi che lo stesso aereo dovrà garantire o per inoltrare le segnalazioni ai passeggeri, attraverso la app o una più tradizionale email.

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Un altro schermo restituisce la sintesi complessiva delle prestazioni del sistema-Easyjet nell’arco della giornata, con la percentuale di voli in ritardo. In una giornata media si considera come dato mediamente positivo il 95% di partenze entro 15 minuti dall’orario previsto. «Oggi ad esempio abbiamo problemi a Keflavik, c’è vento molto forte» spiega l’operatore, mostrando due aerei fermi nell’aeroporto che serve l’Islanda (che, leggiamo oggi dall’isola, ha provocato ritardi a tutte le compagnie).

Sullo schermo, la lista dei trecento aerei in servizio in un giorno di metà dicembre è molto lunga: la flotta di Easyjet oggi conta 317 aeromobili, in gran parte in leasing, che sono suddivisi tra la società nel Regno Unito (161 aerei), la controllata svizzera (27) e la nuova Easyjet Airline Gmbh, costituita a Vienna nel 2017 – giocando d’anticipo – per anticipare le conseguenze della Brexit e garantirsi una società con certificato operativo europeo (oggi ha in carico 129 aerei).

A metà dicembre sono trecento gli aerei impegnati, a fronte di 1599 voli che saliranno a 1750 nei momenti di picco della stagione invernale. Ancor più alto il numero di voli al picco estivo: 1944, che richiederanno l’uso di pressoché tutta la flotta. La manutenzione ordinaria e straordinaria dei velicoli viene programmata accuratamente nei periodi di minor “pressione” sul sistema.

Base Easyjet London Luton
 Simulazione di fumo in cabina nel mock-up dell’Airbus

Oltre al centro operativo che controlla l’intero sistema, oltre alla direzione che definisce le strategie della compoagnia, London Luton ospita anche la Easyjet Academy, che si occupa della formazione del personale di cabina (1800 le assunzioni solo nel 2018) e dell’aggiornamento successivo, anche man mano che entrano in servizio i nuovi aeromobili, ognuno dei quali richiede una certificazione non solo per i piloti, ma agli assistenti di volo (tra i più recenti ci sono gli Airbus 321 neo). All’interno della Academy l’addestramento-base richiede tre settimane di corso, che comprende anche le simulazioni di emergenza, attuate attraverso alcuni mock-up che riproducono l’interno dell’aereo, con tanto di portelloni da azionare e scivoli d’emergenza.

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Usciti dalla Academy, gli assistenti di volo rimarranno comunque sempre in contatto con Luton: non solo perché molti hanno qui la base da cui partono ogni giorno, ma perché alla sala operativa arrivano ogni giorno centinaia di comunicazioni dagli aerei che si muovono per i cieli d’Europa. La maggior parte sono banalissimi: «Abbiamo esaurito il cibo a bordo, richiediamo rifornimento» scrivono da un aereo atterrato a Madrid. A Luton parte l’ordine, perché il carrello di bevande e snack sia rifornito per tempo. Pare scontato, ma è anche su questi dettagli – messi insieme – che si basa la puntualità e affidabilità di una compagnia.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 11 dicembre 2018
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