Si alla Cannabis terapeutica, con il voto in Regione nuovi orizzonti per la produzione

Passa anche l'emendamento che chiede di creare un tavolo per arrivare a rendere la Lombardia autosufficiente nella produzione

cannabis

Il Consiglio regionale lombardo ha approvato all’unanimità una mozione per la piena attuazione della normativa in materia di derivati della cannabis ad uso medico.

Presentata dal consigliere regionale di “Più Europa Con Emma Bonino” Michele Usuelli, la mozione impegnerà la Giunta lombarda ad organizzare capillarmente sul territorio corsi di formazione per i medici autorizzati alla prescrizione, a monitorare il reale fabbisogno regionale di farmaci cannabinoidi, ma soprattutto a procedere nei confronti dei ministeri competenti per avviare la produzione anche in Lombardia.

«È una grande conquista – ha commentato il consigliere Usuelli -, non solo per l’aspetto terapeutico per cui il mondo scientifico si è già ampiamente espresso in modo positivo, ma anche per le opportunità di crescita del settore produttivo della cannabis legale che sarà di stimolo alla nascita di nuove attività e prospettive di impiego sul territorio della Regione».

Sulla mozione è passato anche un emendamento presentato dal consigliere varesino e Presidente della III Commissione Sanità e Politiche Sociali Emanuele Monti (Lega), che chiede di creare un tavolo per arrivare a rendere la nostra regione autosufficiente nella produzione di cannabis ad uso terapeutico.

Nell’emendamento Monti chiede di istituire un tavolo di approfondimento tecnico scientifico nominato e definito dalla Dg Welfare e con il coinvolgimento del Ministero competente, al fine di stabilire le regole per la produzione della cannabis terapeutica all’interno della Regione Lombardia e di produrre delle linee guida e di indirizzo per favorire sinergie tra pubblico e privato e che veda il Policlinico di Milano – la Fondazione Ca’ Granda come soggetto principale di questo progetto.

«Ci siamo confrontati a lungo sull’utilizzo della cannabis in campo medico – spiega Monti – si tratta di un tema di importanza nazionale ed internazionale. Molti Paesi hanno già risultanze epidemiologiche positive, e oggi come Lombardia ci troviamo nell’imbarazzo di dover importare la cannabis, dalle altre regioni (come la Toscana) e dall’estero, per avere il volume necessario per rispondere alle richieste».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 dicembre 2018
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