Sinti, “un doloroso e costoso buco nell’acqua”

Il commento del Partito Democratico dopo quattro giorni di sgombero e il trasferimento delle persone senza casa in albergo: "Il costo umano è incalcolabile, il costo economico elevatissimo, i risultati zero e i problemi moltiplicati"

Sgombero del campo sinti

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Partito Democratico dopo quattro giorni di sgombero del campo sinti (partito martedì) e il trasferimento delle persone senza casa in albergo. Il Pd ha seguito la vicenda con i consiglieri comunali Margherita Silvestrini, Giovanni Pignataro e Anna Zambon e con il segretario Davide Ferrari, presenti in alcuni momenti dei quattro giorni

«I Sinti negli alberghi, e agli italiani chi ci pensa?».
Così griderebbe oggi Andrea Cassani se fosse all’opposizione e il sindaco che ha mandato le famiglie del campo di via Lazzaretto in hotel fosse, diciamo, del PD. Ma il leghistissimo sindaco di Gallarate è lui, e questo parziale epilogo è una nemesi anticipata per Cassani, che ostenta sicurezza sui social affermando di aver perseguito la legalità ad ogni costo, ma si trova in realtà a dover fare i conti con un altro fallimento.

A nulla è servito passare sopra la vita di dozzine di persone, di quaranta bambini. Nessun problema è stato risolto, perché di problemi che giustificassero tutto questo spiegamento di forze e mezzi non ce n’era. uno spiegamento di forze imponente è stato schierato per nessun risultato, anzi per creare molti più problemi di quanti non ce ne fossero prima. Il campo è stato smantellato in una manciata di ore, quante in meno ne sarebbero bastate per sistemare le irregolarità rilevate? Ci dica ora il sindaco dov’erano le ville e le piscine che infarcivano la sua propaganda.

La verità è che la legalità tanto sbandierata dal sindaco era solo la sottile facciata usata per nascondere la brutalità di un gesto puramente propagandistico: un altro fallimento, perché la foto in posa con ruspa alla fine non arriverà; o, se arriverà, sarà la ridicola esibizione di uno che si mostra forte abbattendo qualche povero muretto, qualche metro quadrato di pavimentazione.

I due buffetti di papà Salvini rimarranno le uniche soddisfazioni di Cassani, ma quanto saranno costate queste soddisfazioni? Il costo umano non è misurabile, ma i denari sperperati in questa operazione sono misurabilissimi e chiederemo conto al centesimo di quanto negato dal sindaco ai gallaratesi in termini di opere e servizi: si tratta di cifre molto elevate, ben oltre quanto inizialmente preventivato e dichiarato. Ma la cosa non si ferma qui: Cassani pensava che, una volta buttate sulla strada, queste persone avrebbero dovuto provvedere a sé stesse. Saranno invece in carico al Comune ben oltre il termine di trenta giorni che il sindaco pretende di aver ‘graziosamente’ concesso.

Di tutto ciò sarà chiesto conto al sindaco, alla giunta, ai personaggi che andavano a far propaganda in via Pacinotti e che ora, con una tendopoli impiantata, si guardano bene dal farsi vedere in giro, ad una maggioranza silente e troppo preoccupata di rimanere incollata alla poltrona.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 dicembre 2018
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