I giovani del Varese non ci stanno: «Fermi fino a che non ci spiegheranno la situazione»

Settore Giovanile e Scuola Calcio dei biancorossi con un comunicato hanno deciso di fermare l'attività fino a quando non verrà spiegata loro la situazione

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Il Varese sta passando uno dei peggiori momenti della propria storia. L’incontro di ieri sera a Calcinate non ha portato risposte, così come non è stata risolutiva la visita dal sindaco Davide Galimberti.

La situazione è grave, ma riguarda tutti, dalla prima squadra, che ha deciso di scendere in campo a Lavena Ponte Tresa contro il Verbano, ai più giovani calciatori di Settore Giovanile e Scuola Calcio.

Tutto il movimento giovanile non si è allenato in settimana a causa dei problemi societari che hanno portato alla chiusura delle utenze allo stadio e a Varesello.

Con un comunicato congiunto di Scuola Calcio e Settore Giovanile, giovani atleti e tecnici si sono esposti chiedendo chiarezza, ma soprattutto decidendo di non riprendere l’attività fino a quando «qualcuno non si degnerà di convocare anche noi».

Questo il comunicato:

Buongiorno a tutti, chiediamo scusa per il disturbo. È vero, non abbiamo l’ “appeal” della Prima Squadra, non suscitiamo il medesimo interesse né abbiamo il loro seguito, nessuno ci lava il materiale tecnico e, soprattutto, ci paga i rimborsi pattuiti. Poiché parliamo di uno Sport di squadra, il Calcio, noi rappresentiamo i mediani, i portatori d’acqua, coloro che corrono sotto traccia per oliare l’ingranaggio. Noi siamo lo Staff di Scuola Calcio e Settore Giovanile del Calcio Varese, sempre presenti sui campi o in palestra, felici di farlo per i nostri ragazzi ed i loro genitori. Il nostro lavoro garantisce una crescita umana e sportiva, il nostro impegno consente ai ragazzi biancorossi di svolgere un’attività sportiva formativa e gratificante che consegni ai genitori un atleta completo. Mai un passo indietro, un tentennamento, una rinuncia. Mai un pianto, un’autocommiserazione, ridicole uscite social ai confini del dramma. Noi chiediamo rispetto. A differenza di quanti si riempiono la bocca con frasi fatte, NOI siamo il Varese. Siamo affranti di dover vivere insieme ai ragazzi ed ai genitori una situazione surreale senza precedenti, ma è tempo di salvaguardare la nostra dignità di tecnici e di Uomini, volutamente con la U maiuscola. Siamo pronti a rimboccarci le maniche per trovare soluzioni che consentano di portare a termine la stagione e salvaguardare il diritto allo Sport dei nostri ragazzi. Non più parole ma fatti concreti. Apprendiamo dai giornali che “settimana prossima, al limite fine settimana…”la situazione si normalizzera’. È vero, non siamo la Prima Squadra. Noi veniamo “prima” della Prima Squadra. Il blocco delle attività lo decidiamo noi, ADESSO. Sinche’ qualcuno non si degnera’ di convocare anche noi. E spiegare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 gennaio 2019
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